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venerdì 6 agosto 2010
Coraggio
Interessante l'accostamento tra la trasmissione di ieri e il film di oggi, su Rai Uno. In un'epoca di reality e schifezze varie, ci vuole tutto "il coraggio di [Piero] Angela" per fare ancora trasmissioni interessanti come Superquark!
venerdì 14 maggio 2010
Squallid
Ieri sera facendo zapping ho avuto la sfortuna di vedere due momenti di Fenomenal, il nuovo programma di Teo Mammuccari. Oltre all'insulto gratuito di tutto e tutti, ragione per cui prima ho detto purtroppo e motivo per il quale passeranno numerosi lustri prima che io guardi una trasmissione di Mammuccari, ho assistito a due perle nere:
- la storia di Nobel che non istituì il premio per la matematica perché la sua amante (stranamente in questa occasione non si è tirata fuori l'inesistente moglie di Nobel che di solito accompagna questa assurda fola) era innamorata di un matematico e Nobel non voleva che il suo premio andasse a quest'ultimo. La storia è smentita da anni (vi prego di seguire gli interessanti link nelle note) ma, chissà perché, ancora circola;
- la cafonaggine di Mammuccari quando, mostrando una telecamera termografica, il povero scienziato di turno ha detto: «Questa telecamera è usata per diagnosticare i tumori al seno» e il balordo conduttore non ha trovato di meglio che rispondere: «Eh, ma non dica queste cose tristi» preferendo usare il dispositivo per controllare se le scialbe ospiti in studio avessero il seno rifatto.
Mi sa che di triste c'è solo la trasmissione e il fatto che ancora una volta la cultura è stata ridotta a noiosa burletta da prima serata trash.
- la storia di Nobel che non istituì il premio per la matematica perché la sua amante (stranamente in questa occasione non si è tirata fuori l'inesistente moglie di Nobel che di solito accompagna questa assurda fola) era innamorata di un matematico e Nobel non voleva che il suo premio andasse a quest'ultimo. La storia è smentita da anni (vi prego di seguire gli interessanti link nelle note) ma, chissà perché, ancora circola;
- la cafonaggine di Mammuccari quando, mostrando una telecamera termografica, il povero scienziato di turno ha detto: «Questa telecamera è usata per diagnosticare i tumori al seno» e il balordo conduttore non ha trovato di meglio che rispondere: «Eh, ma non dica queste cose tristi» preferendo usare il dispositivo per controllare se le scialbe ospiti in studio avessero il seno rifatto.
Mi sa che di triste c'è solo la trasmissione e il fatto che ancora una volta la cultura è stata ridotta a noiosa burletta da prima serata trash.
lunedì 22 marzo 2010
L'arte di dare le notizie
Questa è una notizia data stamattina dal TG4, riportata così com´è stata pronunciata:
Strano, vero? C´è qualcosa di familiare nei nomi, ma non è chiaro... In effetti la notizia vera era questa:
È morto in Baviera Wolfgang Wagner, nipote di Richard Wagner, da molti anni storico direttore del festival di Bayreuth.
Quando si dice la professionalità...
(Grazie ad Aureliano per la segnalazione)
È morto in Baviera Volfang Vacner, nipote di Riciard Vacner, da molti anni storico direttore del festival di Bairùt.
Strano, vero? C´è qualcosa di familiare nei nomi, ma non è chiaro... In effetti la notizia vera era questa:
È morto in Baviera Wolfgang Wagner, nipote di Richard Wagner, da molti anni storico direttore del festival di Bayreuth.
Quando si dice la professionalità...
(Grazie ad Aureliano per la segnalazione)
mercoledì 10 marzo 2010
Ciao Peter...
Peter Van Wood è morto stamattina al Policlinico Gemelli di Roma ad 83 anni, dopo una lunga malattia.
Non ho mai capito la deriva astrologica che ha preso, ma le sue canzoni restano nella storia della musica italiana. Nel video la sua interpretazione di Scapricciatello con il Van Wood Quartet.
lunedì 22 febbraio 2010
Perché Sanremo eh...
Rieccomi, dopo cinque giorni d'Inferno e uno di decompressione!
Che dire? Tutto il male possibile. L'assenza della Gialappa's Band è stata terribile ma devo ammettere che Macchianera ha fatto comunque un lavoro meritorio e più che buono per sopperire alla mancanza*.
Ha vinto Scanu, che non so chi sia. Ma ha battuto i tre filibustieri e tanto mi basta.
Dopo cinque (più uno) giorni di tregenda posso comunque affermare che:
- trovo ancora irritante l'apertura alle canzoni in dialetto, ma ammetto che quella di Nino D'Angelo era una delle migliori di questa edizione (e ho detto tutto...);
- trovo ancora demenziale che un cantante uscito da X Factor sia nella stessa categoria di Enrico Ruggeri. Eppure il buon Mengoni è entrato nella terna finale mentre Ruggeri è stato retrocesso ad un altro anno. A dire il vero penso che quella di Ruggeri fosse la migliore canzone di questa edizione. Se magari questo servisse a risparmiarci un'altra serie di Mistero...;
- trovo ancora estremamente fastidioso Povia (sic et simpliciter);
- ho deciso riguardo la presenza di Cristicchi. E il mio voto è negativo. Certo, non è ai livelli infimi di Ti regalerò una rosa ma la sapida gag su "Sarko-no e Sarkozy" se la poteva davvero risparmiare;
- avrei detto che trovo ancora inutile la presenza di Arisa se non fosse stato per la serata di venerdì. La canzone nell'arrangiamento "da concorso" è davvero brutta, ma con l'arrangiamento jazz proposto venerdì sera diventa una meraviglia. Peccato: giocandosela meglio forse avrebbe scalato un po' di più la classifica;
- mai come ora trovo ignobile ed indifendibile la decisione di ospitare Emanuele Filiberto sul palco come cantante. E l'ospitata di Lippi... Davvero, non ho parole. Solidarietà agli orchestrali e basta.
I Giovani li ho ascoltati poco e male e quindi non ne parlo. Ma c'è una cosa che devo fare:
Lei è Nina Zilli. Ha vinto il Premio della Critica Mia Martini con il brano L'uomo che amava le donne. Ma soprattutto è stata l'unica a dire «Mentuccia» in occasioni pubbliche (e oltretutto l'ha detto ai due sciamannati di "Traffic", quindi doppia soddisfazione!). Perciò, come promesso, ecco il link alla sua canzone su iTunes.
E per quest'anno è finita. Tra undici mesi ricominciano le polemiche. Incominciate ad allenarvi fin da adesso, mi raccomando!
* A proposito di mancanza, se ancora non sapete i motivi di questa storica assenza dei tre, farevi un giro qua e poi ne riparliamo.
martedì 16 febbraio 2010
Ciao Gian
L'altra notte è morto Gianfabio Bosco, noto ai più come Gian del duo Ric & Gian. Aveva 73 anni ed era ricoverato da qualche tempo all'ospedale di Lavagna per un aneurisma.
Naturalmente lo conoscevo per i suoi lavori televisivi, teatrali e radiofonici. In particolare ricordo Che domenica ragazzi in cui affiancava Lino e Rosanna Banfi, Massimo Giuliani e Angiolina Quinterno in sketch e parodie scritte da Dino e Gustavo Verde. Uno degli ultimi veri varietà radiofonici.
lunedì 15 febbraio 2010
Da leccarsi i baffi
Giuro che se qualcuno mi avesse detto: «Un giorno scriverai un post sul blog a favore di Beppe Bigazzi», l’avrei preso in giro fino alla morte. Invece è successo.
Ricapitoliamo i fatti. Un giorno Bigazzi a La prova del cuoco parla di carne di gatto (trovate lo spezzone su YouTube se lo cercate. Non lo linko ma voi siete sgamati e lo reperite senza problemi). Se guarderete il video, come vi prego di fare, noterete che Bigazzi non dà mai «una ricetta per cucinare i gatti», come si legge su tutte le agenzie. Bigazzi si limita a citare un proverbio dei suoi tempi e a raccontare di come una volta si mangiava il gatto. Perché, se non lo sapete, una volta i gatti si mangiavano, c’è poco da fare.
Chiara la cosa? Se io in Tv dico che un tempo si versava della pece bollente sugli assedianti per farli desistere dal loro proposito di attaccare il castello, vengo denunciato per istigazione a delinquere. Mi immagino quante querele avrà a suo carico Alberto Angela per tutti quei vergognosi programmi di approfondimento storico!
A parte le battute mi chiedo: la carne di manzo la si mangia tranquillamente, mi pare. E se ne parla in Tv altrettanto tranquillamente. Eppure non ho mai sentito di gente che, dopo un approfondimento di Bigazzi sia andato in campagna a squartare mucche per portarsele a casa e farle alla brace. Voglio dire, è normale che ci sia qualche stupido pazzo idiota il quale, dopo aver sentito parlare di carne di gatto, andrà ad ammazzare un gatto. Ma se ragioniamo così allora è tutta un’istigazione. Non mostriamo più film in cui ci sia un triangolo amoroso perché sarebbe istigazione all’adulterio. Non parliamo più di guerra in Afghanistan perché è istigazione al genocidio. Via i telegiornali: parlare di cronaca nera istiga alla violenza. Capite la demenzialità?
Questo è un tipico caso di “sentito dire”: un tizio (a mio avviso anche abbastanza insulso, peraltro) racconta di una pratica in uso in tempi ormai passati. Qualcuno recepisce male il pezzetto di conversazione, lo estrapola dal contesto e lo segnala. La cosa monta fino ad arrivare ai giornali che citano dichiarazioni a caso senza sapere bene di cosa si sta parlando (o, ancor più colpevolmente, sapendo benissimo di cosa si sta parlando ma fomentando la polemica per vendere più copie del quotidiano). Non ci credete? Leggete il sommario dell’articolo apparso sul Corriere di oggi:
Stop per Beppe Bigazzi: aveva dato consigli per cuocere i felini, dicendo di esserne un consumatore. «Io frainteso»Le parti vere sono “Stop per Beppe Bigazzi” e “«Io frainteso»”. Il resto è falso. Se guardate il video vi accorgerete che non dà indicazioni per cuocere i felini e non dice di essere un consumatore ma – testuale - «Io l’ho mangiato tante volte». Che, notate, è una cosa diversa dal dichiarare di esserne un consumatore.
La nota del presidente dell’ENPA, poi, è talmente assurda che non ha senso neppure commentarla, oltretutto tenuto conto di quando detto finora.
Non so come finirà la storia. Come detto non stravedo per Bigazzi e non seguo La prova del cuoco quindi, tendenzialmente delle sorti del tale m’importa poco. Mi dispiacerebbe però che fosse cacciato dalla Rai solo per questa sterile polemica creata con nulla dal nulla.
Oh when the saints
Ieri ho parlato di San Valentino, oggi voglio restare in argomento e parlare di Sanremo.
Comincio col dire che, in generale, a me il Festival non dispiace. Naturalmente bisogna vedere chi lo presenta, come lo conduce, chi sono i cantanti in gara, come sono le canzoni eccetera. Ad esempio, fino a pochi mesi fa pensavo che le edizioni peggiori fossero quelle presentate da Paolo Bonolis. Ho paura però che quest'anno arriveremo a picchi di bassezza che Bonolis se li sognava.
Quest'anno il Festival è stato affidato ad Antonella Clerici. Il fatto è che la Clerici non la sopporto. Intendiamoci, nulla di personale; è solo che non non mi piace il suo modo di condurre e di impostare le trasmissioni che presenta.Questo non è un problema, ovviamente: non seguo i suoi programmi e finita là. Il fatto è che conosco il suo stile di conduzione e ho paura di come possa aver impostato il Festival. Spero vivamente manterrà un tono sobrio.
Cantanti e canzoni. Trovo irritante che quest'anno possano partecipare anche le canzoni in dialetto, questo a prescidere da chi è il cantante e da che canzone presenta. Trovo demenziale che un cantante uscito da X Factor, per quanto bravo egli possa essere (non l'ho mai sentito, quindi non giudico a priori), sia nella stessa categoria di Enrico Ruggeri. Trovo estremamente fastidioso che Povia presenti una canzone, sulla vicenda di Eluana, nella quale mette becco (duh!) in una storia privata su cui era preferibile tacere. Trovo noiose le storie attorno a Morgan (no, non Morgan; le storie attorno a Morgan). Trovo indecidibile la presenza di Cristicchi (ho amato Che bella gente tanto quanto ho odiato Ti regalerò una rosa): sono molto curioso di ascoltare la sua canzone. Trovo inutile la presenza di Arisa: benché sia la pupilla del Maestro (maiuscola intenzionale) Lelio Luttazzi, non mi ha per niente convinto l'anno scorso. Trovo indifendibile la decisione di ospitare Emanuele Filiberto sul palco come cantante.
Il vertice estremo di bassezza è però la sospensione di Rai dire Sanremo, il programma della Gialappa's Band. L'illuminato neo-direttore di Radio 2, Mucciante, ha cancellato la trasmissione meno di due settimane prima del suo inizio a causa di oscuri motivi legati ai compensi. Tutto ciò nonostante gli spazi pubblicitari siano già stati venduti da mesi a caro prezzo e smentendo le dichiarazioni di dicembre dello stesso direttore che aveva dichiarato di voler trasformare Radio 2 in una radio per giovani. Al posto del mitico trio* ci saranno Pastore e Lodigiani (avete presente? Quelli che conducono "Traffic", la trasmissione che ha sostituito Condor, quelli che sanno fare i gggiovani ma non sanno fare la radio,... Ecco, quelli!) come "inviati speciali dal retropalco dell'Ariston". Peccato (e mi sono moderato per mantenere il blog a livelli civili...) perché quello era l'unico modo per sopportare questo Sanremo.
Personalmente ho già deciso: seguirò il Festival con Gli Aristonati, il commento di MacchiaRadio su Radionation (avete presente? Gianluca Neri, Matteo Bordone, quelli che conducevano Condor e Kondor,... Ecco, quelli!).
Vi racconterò le mie impressioni alla fine dei cinque giorni (ammesso che ne esca vivo e in buona salute...).
* Probabilmente lo saprete, ma all'inizio Mucciante per le quattro e passa ore di radiocronaca del Festival voleva scritturare Dose & Presta, i conduttori del Ruggito del coniglio. Ora, chiunque abbia sentito almeno una volta la trasmissione quotidiana dei due sa benissimo qual è il loro punto di vista riguardo quel genere di canzoni e riguardo Sanremo in generale. Ma c'è di più! Per rompersi gli zebedei per quattro e più ore a commentare il festival, il geniale direttore offriva loro molto meno di quanto prendono regolarmente per la trasmissione quotidiana che è molto più divertente e che di ore ne dura solo due. Una politica di rete sublime, oserei dire!
venerdì 12 febbraio 2010
La venticinquesima ora
Ho notato da parecchio tempo che se un film o una trasmissione Tv cominciano a mezzanotte e - poniamo - venti, diverse reti televisive e alcuni giornali quotidiani riportano come ora di inizio 24.20.
Ora, da piccolo mi hanno insegnato che il giorno ha 24 ore e che dopo le 23.59 ritornano le 0.00, mezzanotte. Questo anche per un fatto logico: scrivere 24.20 presuppone che esista un'ora 25.00 e cioè che il giorno duri un'ora in più di quanto in realtà faccia.
Evidentemente chi scrive 24.20 o non ha studiato a sufficienza a scuola o difetta un po' nei ragionamenti logici. Mi piacerebbe però sapere da queste persone le ragioni della loro scelta e, soprattutto, perché nessuno abbia ancora fatto notare loro l'errore grossolano che stanno commettendo per cercare di correggerlo.
venerdì 29 gennaio 2010
Viva la Rai
Da inizio mese sulle reti Rai sta passando un spot di rara bruttezza che ci ricorda di pagare il canone. Lo spot è terribile e per questo motivo non lo linkerò; se proprio volete, ve lo cercate da soli.
Ma lo spot può anche starci. Il problema non è nello spot, è nel fatto che nelle più disparate trasmissioni televisive e radiofoniche della Rai ci venga ricordato di pagare il canone. L'altro giorno addirittura in un GR ho sentito il giornalista di turno leggere la notizia che il 31 gennaio scade il termine ultimo per rinnovare l'abbonamento bla bla bla.
Ora il canone, piaccia o non piaccia, è una tassa. A me, come presumo a tutti, arriva a casa un bollettino precompilato. Proprio per questo motivo non ho bisogno che per un mese intero qualcuno mi ricordi di pagare, altrimenti avrei bisogno di uno spot per la bolletta del gas, uno per quella della luce, uno per quella del telefono,...
È ovvio che la Rai ha interesse che la gente paghi il suo canone e il "funzionario Rai" [cit.] se ne frega se un telespettatore non paga il gas. La domanda è: davvero qualcuno ancora pensa che se una persona non ha intenzione di pagare il canone, il fatto che Amadeus o Veronica Maya per un mese intero dicano che invece è cosa buona e giusta le farà cambiare idea?
Certo, se pagare il canone servisse a bandire per sempre spot orridi come il suddetto, forse qualcuno potrebbe convincersi...
mercoledì 13 gennaio 2010
Ma che avrà da ridens?
Due anni fa, quando su altri lidi uscì una prima versione acerba di questo blog, scrissi il seguente post:
Oh, stasera ricomincia Le iene, programma in cui un branco di persone che si ispira nel look a dei criminali si diverte ad andare in giro a rompere gli zebedei alla gente. Senza contare che la trasmissione è condotta da Ilary Blasy e ciò dice tutto...!
Eppure sembra che da qualche tempo a questa parte sia diventato di moda dichiarare a destra e a manca: «Io la televisione non la guardo, se non sporadicamente: solo Le iene e poco altro». Personalmente non me ne vanterei...
Onestamente non mi pento d'averlo scritto. Certo, oggi probabilmente smorzerei molto i toni (per lo meno la parte dei criminali - pur essendo un'affermazione veritiera nella sostanza - e la parte su Ilary Blasi - che continuo a non stimare ma che ho almeno un po' rivalutato nel frattempo) ma provo ancora le stesse sensazioni di allora.
Quello che ho notato, però, è che sempre meno persone dichiarano di vedere Le iene. A dire il vero sempre meno persone raccontano le loro preferenze in fatto di programmi TV. Sarà che i giornalisti si sono resi conto che conoscere i gusti televisivi di pseudo-VIP (o presunti tali) interessa a nessuno?
giovedì 7 gennaio 2010
Eò eò la fortuna...
Stamattina i vari GR mi hanno ricordato che ieri sera c'è stata l'estrazione della Lotteria Italia.
Accidenti, la Lotteria Italia! Come mai l'ho dimenticata? E sì che gli anni scorsi me ne ricordavo. Certo, non seguivo le estrazioni in diretta, ma almeno avevo ben presente che ci sarebbero state. E allora, perché quest'anno no?
Ci ho pensato tanto e poi ho capito.
Perché gli anni scorsi c'era sempre un programma dedicato. Un programma brutto, inguardabile, kitsch, noioso, insopportabile, ma creato appositamente per la Lotteria Italia.
Quest'anno c'è stato un insipiente programma che va in onda ogni santo giorno, dal lunedì alla domenica. Certo, il sabato c'era la puntata speciale, ma chi vuoi che se ne accorga? È sempre uguale a sé stesso!
E così per me la Lotteria è passata nel dimenticatoio, con buona pace dei milioni di spettatori che ancora guardano i pacchi...
mercoledì 6 gennaio 2010
La vita è un sogno o...
Stanotte alle 1.40 su Rete 4 andrà in onda il film L'acchiappasogni (Dreamcatcher, 2003). Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King ed ha come interprete principale Morgan Freeman.
Ora, al di là del valore del film - di cui, se capita, avremo occasione di parlare in seguito - mi interessava segnalare un fatto curioso.
Lo stesso film è andato in onda, sempre su Rete 4, anche il 24 novembre e il 10 dicembre, 2009 naturalmente. Ora, capisco che il film piaccia a chi crea il palinsesto di Rete 4, ma programmarlo 3 volte in 43 giorni (quindi meno di due mesi) mi sembra davvero eccessivo.
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