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martedì 10 aprile 2012

Ai raggi X - "Alice" di Francesco De Gregori

Dopo una così lunga e immotivata assenza, vorrei riprendere l'aggiornamento di questo blog con una nuova rubrica: Ai raggi X. Tante volte ascoltando una canzone mi chiedo quale sia il significato del testo. Supponendo che l'autore non abbia infilato un'accozzaglia di parole una dietro l'altra, evidentemente con quel brano voleva far passare un messaggio che, però, si perde. Io farò una disamina del testo, ponendomi una serie di domande, a cui spero qualcuno di voi possa dare una risposta.

La canzone di oggi è Alice di Francesco De Gregori.



Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel Sole
Al più guarderanno il Sole, rovinandosi gli occhi, ma non importa.

Irene al quarto piano è lì tranquilla
che si guarda nello specchio
e accende un'altra sigaretta
Chi è Irene? Non si parlava di Alice? Vabbè, immagino si capirà più avanti.

e Lili Marlene bella più che mai
sorride e non ti dice la sua età
Da dove spunta Lili Marlene? A chi sorride? Ma soprattutto, perché dovrebbe dire la sua età? E a chi, poi?

ma tutto questo Alice non lo sa
Se non dice la sua età, come può Alice saperla? E poi, non si parlava di Irene... Mi sfugge il nesso tra tutti questi personaggi.

«Ma io non ci sto più!»
gridò lo sposo e poi
"Lo sposo"? Ma la finiamo di introdurre personaggi? Sembra un romanzo di Proust...

tutti pensarono dietro ai cappelli
Dietro i cappelli? Perché non "sopra gli ombrelli", allora?

«Lo sposo è impazzito oppure ha bevuto»
O magari ha semplicemente cambiato idea... Ma va bene, è il pensiero della gente "dietro i cappelli" e la gente che si nasconde dietro cilindri e bombette può pensare quello che vuole.

ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa
non è così che se ne andrà
"Lui" chi? Lo sposo? E chi "non se ne andrà"? La sposa? Lo sposo? Il figlio? E anche "se ne andrà": nel senso di morire? O, in caso negativo, dove andrà?

e il tram di mezzanotte se ne va
ma tutto questo Alice non lo sa
Mi chiedo come possa saperlo... Non è una veggente...

«E io non ci sto più
e i pazzi siete voi...»
Sì, ha parlato quello sano...

Alice guarda i gatti e i gatti girano nel Sole
Registi o criceti? Cosa vuol dire "girano"?

e il mendicante arabo
ha un cancro nel cappello
Ecco di nuovo il cappello. Immagino che sia il massimo della poesia, ma non ho capito il passaggio...

e un posto per dormire non ce l'ha
ma tutto questo Alice non lo sa
Una cosa è chiara di questa canzone: che Alice non sa nulla. E il bello è che non è nemmeno colpa sua! La povera Alice è colpevole di non sapere cose che non la riguardano...
A proposito: la canzone è finita e di Irene non si sa più nulla. Citata all'inizio e poi dimenticata. Esattamente come Lili Marlene che non dice la sua età e poi scompare dalla canzone. Meritava davvero citare tutta questa selva di gente per poi non farla interagire con la povera Alice che guarda i gatti e ignora totalmente la vita di persone che vengono appena nominate?

Se qualcuno potesse rispondere a queste domande permettendomi di capire il senso di questo brano, gliene sarei molto grato.


Nota: Benché il tutto sia trattato con un tono ironico, le domande che mi pongo sono serie. Per questo motivo verranno eliminati i commenti dal tono «Anche se non si capisce è una splendida canzone!» visto che non stiamo discutendo della qualità del brano ma del significato del testo. Se avete risposte alle domande scrivetele, altrimenti astenetevi. Grazie.

sabato 11 settembre 2010

Lunigiana storica


È un mese ormai che in bacheca del DMI è appeso il bando che vedete nella foto. E uno analogo era lì anche l'anno scorso. In pratica si premiano tesi di laurea che parlino della Lunigiana, in senso storico, artistico, letterario o quant'altro.

Cominciamo a dire, per chi non lo sa, che la Lunigiana è una regione storica divisa tra Liguria e Toscana. Il DMI è a Trieste, che è in Friuli-Venezia Giulia. Non esattamente vicini, dunque.
Ma c'è di più. Il DMI è il Dipartimento di Matematica e Informatica, quindi al massimo si potrebbe fare una tesi storica su un matematico famoso della Lunigiana (ammesso che ce ne siano).

Ora voi immaginatevi uno studente che va da un professore triestino dicendogli: «Vorrei fare una tesi storica su un matematico praticamente sconosciuto che è vissuto in una regione dall'altra parte dell'Italia. Inoltre le informazioni sui suoi scritti saranno in qualche biblioteca della zona, il che significa che dovrò fare di continuo la spola tra Trieste e (poniamo) Massa Carrara». Dubito che il povero laureando riuscirebbe a trovare qualche docente disposto a sostenerlo in questa scelta...

Eppure è il secondo anno che quel bando campeggia in bacheca. Sarà che qualcuno al DMI ci spera davvero in quel premio?

martedì 17 agosto 2010

Non fiori ma opere di male

Questo post può sembrare un in memoria..., ma vi assicuro che non lo è. Non c'è il tag e il titolo non è conforme. Sono solo considerazioni in libertà.

Questa mattina è morto Francesco Cossiga. Stava male già da giorni, eccetera.
Non so come intitoleranno i giornali domani né quali dichiarazioni faranno i colleghi politici a riguardo. Non so, ma posso immaginare.

Quello che io so è che il signor Cossiga, il 23 ottobre 2008, rilasciò un'intervista alla Nazione in cui diceva (riassunto mio; per l'intervista completa seguite il link):

Intervistatore: «Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?».

Cossiga: «Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitico PCI ma l'evanescente PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

I: «Quali fatti dovrebbero seguire?».

C: «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno».

I: «Ossia?».

C: «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

I: «Gli universitari, invece?».

C: «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

I: «Dopo di che?».

C: «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

I: «Nel senso che...».

C: «Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

I: «Anche i docenti?».

C: «Soprattutto i docenti».

I: «Presidente, il suo è un paradosso, no?».

C: «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

I: «E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? “In Italia torna il fascismo”, direbbero».

C: «Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».

“Infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città”? E questo sarebbe quello che Cossiga fece “quand'ero ministro dell'Interno”?
Non sono un avvocato, ma onestamente ci vedrei estremi per una denuncia. E invece tutto il mondo politico lo acclama e dichiarerà che era un grande uomo politico, ci scommetto!


Aggiornamento delle 15.30: Come avevo previsto;
Alfano dice: «Perdiamo una figura insostituibile della classe politica italiana »;
Matteoli dice: «Uomo politico di grande spessore»;
Bersani dice: «Se ne va[...] una persona singolare e straordinaria»;
Casini dice: «Un uomo [...] scomodo nell'amicizia ma sempre affettuoso e leale».
Potrei continuare, ma mi fermo qua.

Non aggiungo altro. Credo si sia capito quanto io trovi vergognoso questo ridicolo teatrino

Ah, no. Aggiungo il titolo del Tempo:
E' morto Cossiga, era un grande tifoso della Juve
Hanno capito tutto, eh?

sabato 12 giugno 2010

Chi sono queste aziende XXX?

Stamattina suona il telefono e una voce di donna - palesemente registrata - mi dice tutta felice:
Il servizio cortesia clienti ha bisogno di contattarla per darle una buona notizia! Prema uno.

Ora, non è la prima volta che mi capita, e naturalmente ho immediatamente chiuso il telefono, ma dico: vuoi farti pubblicità? Diciamo che potrei anche essere interessato, ma se non ti presenti come speri di arrivare alla gente?

domenica 23 maggio 2010

Elezioni studentesche - quinta e ultima parte

Quinta parte di cinque. Recupera la prima, la seconda, la terza e la quarta parte.

Alfine i risultati. Credo sia la parte meno interessante, ma mi sembra corretto darla per completezza dell'informazione.

Per il Consiglio di Amministrazione sono stati eletti sia Bartolomeo S (nonostante gli errori), sia Marco S (nostante il sudoku), sia Ruggero B (nonostante i 18 punti mancanti).

Per il Consiglio di Amministrazione dell'ERdiSU è stata eletta Serena S (nonostante il volantinaggio dell'ultimo minuto).

Per il Consiglio di Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali sono stati eletti sia l'amica* Carolina B (nonostante - o "grazie a"? - la martellante campagna pubblicitaria), sia Bartolomeo S (c.s.).

Nessuna notizia di Bora in faccia né di Azione universitaria, come previsto.


E così si conclude questa avventura delle elezioni studentesche all'Università di Trieste. Quasi tutti i nostri protagonisti hanno avuto un posto. Ora vedremo cosa riusciranno a fare.
Io, comunque, conservo i programmi - e resteranno anche a memoria sul blog. Se vi va in capo ad un anno possiamo trovarci qua e vedere cosa di quei programmi è stato realizzato.


* ironically intended

venerdì 14 maggio 2010

Elezioni studentesche - quarta parte

Quarta parte di cinque. Recupera qui la prima, la seconda e la terza parte.

Ultime considerazioni prima dei risultati.

Del gruppo Bora in faccia sembra non esistere niente, neppure un sito Internet. Mi chiedo davvero come speravano di ottenere voti. Del gruppo Azione universitaria si legge qualcosina in rete, per lo più su gruppi Facebook dell'Università, ma certo la lista non spicca per visibilità.
Onestamente non capisco perché candidarsi se non si è in grado di fare un'adeguata campagna elettorale, ma magari c'è sotto qualche retroscena che non conosco. Ad ogni modo non ho intenzione di indagare oltre in tal senso.

La lista di Bartolomeo S, quella con i numerosi svarioni di italiano, è della Lista di Sinistra che già si era distinta su questo blog per questo simpatico svarione. Evidentemente scrivere volantini non fa per loro.
Per quanto riguarda il programma, ho già detto che mi sembra un programma standard. Temo che difficilmente si riuscirà a concretizzarlo (se non forse l'ultimo punto, quello del «maggiore dialogo con gli studenti» perché è a costo zero). Bella la richiesta del software open source, peccato che bisogna trovare chi lo gestisca e che spesso non coincida con le esigenze degli amministratori. Delle due aule PC del DMI, una è stata convertita a Windows un mese fa per poterci tenere le (inutili) lezioni dell'ECDL, l'altra ha su Solaris ma il nuovo tecnico non sa come gestirlo. Ecco perché dico che il programma è un po' utopico.

Della Lista di Sinistra fa parte anche Serena S che mi ha dato il volantino in extremis. Neanche lei differisce molto da tutti gli altri programmi e non voglio ripetermi. Di sostanzialmente nuovo c'è la richiesta di eliminazione dei tornelli. Onestamente non so come siano gli spazi delle case, ma in questi anni ho visto un lento degrado del DMI tanto che da più parti è venuta la proposta di limitarne l'accesso ai soli studenti di matematica e informatica. Non so, quindi, se la cosa proposta da Serena S sia poi così valida...

La lista di Carolina B è Oltre – Student Office. Direi che il programma l'ho già più volte commentato. Buona l'idea di «potenziare la valutazione della didattica» ma bisognerebbe poi obbligare tutti i professori a rendere pubblici i risultati, cosa che finora è invece facoltativa. Per il resto vale lo spaesamento manifestato finora e, sui temi in comune con le altre liste, la sensazione di un programma bello ma utopico.

Anche la lista AutonomaMente ha un programma decisamente standard: i punti 19, 20, 23, 28 e 29 mi sembrano molto difficili da realizzare; per i punti 24, 25, 26, 31, 34 e 35 servono soldi, tempo e persone che lavorino su questi progetti e – con i numerosi tagli che vengono inflitti ogni anno – davvero non vedo come sia possibile metterli in pratica. Il punto 36 è, come per le altre liste, il più facile ma è chiaro che l'impegno di un rappresentante dovrebbe essere ben altro.

È divertente leggere il volantino della lista AutonomaMente che mi ha passato Roberta. Quattro persone si presentano come "X Y detto Z". In realtà per la privacy ho cancellato i nomi, ma quasi sempre la tiriterà è del tipo «Mario Rossi detto Rossi». Onestamente mi sembra alquanto stupido. Potrei capire se fosse: «Mario Rossi detto Pasqualino», ma così è demenzialità pura.
Mi affascinano i due che si firmano "Dott.". Evidentemente vuol dire che sono laureati alla triennale e che stanno frequentando la magistrale, altrimenti non avrebbe senso. Non so, mi dà un tal senso di spocchia da negar loro il mio voto a priori.


Basta, non sono un commentatore politico né voglio esserlo. Anzi, quando ho aperto il blog ho promesso di parlare il meno possibile di politica, per cui la smetto qua.
Riporterò i risultati appena saranno pubblici, scriverò eventualmente un breve commento e poi considererò conclusa la parentesi elezioni studentesche.


Segue nella quinta e ultima parte.

giovedì 13 maggio 2010

Elezioni studentesche - terza parte

Terza parte di cinque. Recupera qui la prima e la seconda parte.

Come promesso, stamattina sono andato a votare.

Prima di entrare nel seggio sono riuscito a prendere ancora due volantini. Il primo è questo, gentilmente fornito dall'amica Roberta alla quale era stato inizialmente sbolognato:




Questo il secondo che mi è stato dato dalla stessa Serena S mentre stavo andando a votare (in vera zona Cesarini):




Davanti al seggio ho incontrato di nuovo Carolina B che si è complimentata per la mia scelta di andare a votare (ieri le avevo promesso che sarei andato, ma oggi sembrava sorpresa di vedermi, quasi fosse stupita per il fatto che non le abbia mentito) e si è assicurata che avessi capito tutto e che sapessi come fare (era una votazione, non un'intervento a cuore aperto. Si suppone io sappia come si fa...). Per fortuna ha avuto la decenza di non chiedermi se avrei votato per lei.


L'ambiente è esattamente quello di una elezione politica qualunque. Presentazione del documento, due firme sui registri, sei schede, una matita copiativa (sospetto sia una comunissima matita blu, ma potrei sbagliare) e via in cabina.
Le schede mi vengono porte completamente aperte, senza segni di piegatura. «Come devo piegarle?», chiedo, «In tre?». «Beh, ognuno le ha piegate come voleva», mi viene risposto, «può anche piegarle in due». Già questo è strano. Credevo ci fossero ferree norme per la piegatura delle schede. Invece no, d'accordo. Ma poi la signora aggiunge: «L'importante è che le pieghi dentro la cabina e non, come tanti hanno cercato di fare, fuori». Un'ulteriore conferma che la gente è più stupida di quanto si creda.
Mi balza subito all'occhio che nessuno parla di cellulari. Non mi viene chiesto se ne ho uno, non mi viene ritirato. Certo, magari il voto di scambio in questo contesto non ha molto senso, ma non sottovaluterei la smania di certi studenti di far politica.

Le schede, come detto sono sei: bianca – Consiglio di Facoltà; gialla – Senato Accademico; azzurra – Consiglio di Amministrazione; rosa – Comitato Universitario per lo Sport (esiste davvero? Che cavolo è? Chi l'ha mai sentito finora?); verde – Consiglio di Amministrazione ERdiSU; gialla scura – C.N.S.U.
La parte divertente è che nel raccogliere informazioni tramite i volantini, sembravano presenti solo tre liste: Autonomamente, Lista di Sinistra; Oltre – Student Office (in puro ordine alfabetico). Leggendo le schede spuntano altre due liste: Bora in faccia (tutte le schede, tranne la giallo scuro, che comunque aveva un raggruppamento diverso rispetto le altre e non fa testo in questa disamina) e Azione universitaria (tutte tranne la bianca). Tornando al DMI ho controllato in giro per il Campus e di queste due liste non ho visto volantini, manifesti o altro. Non so quanti voti otterranno, ma mi sento di poter già dire che difficilmente otterranno una maggioranza schiacciante...
Una volta votato ho dovuto infilare personalmente le schede nelle urne (avrei potuto metterle a caso e farla franca), urne che erano belle piene, tanto che ho faticato non poco per farle entrare senza sgualcirle.

Se riesco, domani faccio un'altra disamina a mente più fredda e, appena arrivano i risultati, ve li comunico.


Segue nella quarta parte.

mercoledì 12 maggio 2010

Elezioni studentesche - seconda parte

Seconda parte di cinque. Recupera la prima parte.

Aggiornamento: i volantini arrivati al DMI sono pochi perché davvero ne sono circolati pochi. Ci saranno stati pochi candidati, non so che dire.
Oggi, però, sono riuscito a mettere le mani su un altro volantino, che riporto qua sotto. Non c'è nulla di particolarmente rilevante, se non capire quali siano i primi 18 punti del programma:



Interessante notare che Bartolomeo S ha ristampato il suo volantino tagliando la parte zeppa di svarioni (ma ha lasciato lo splendido «fodi di fanziamento»). Per riempire lo spazio ha fatto pubblicità ad un altro candidato, penso suo amico:



Ho anche incontrato Carolina B che è passata al DMI a farsi un po' di pubblicità. Probabilmente avrebbe voluto espormi dettagliatamente il suo programma, ma io subito le ho detto di aver letto il volantino (ma non di averlo pubblicato sul blog) e le ho promesso che domani sarei andato a votare (per chi pare a me, sia chiaro. Non le ho certo promesso di andare a votare per lei). Col senno di poi forse avrei dovuto lasciarla parlare e vedere come avrebbe replicato alle mie obiezioni, ma non sono fatto per queste cose e ho preferito lasciar stare.
Mi è stato fatto notare, peraltro, che nel suo programma c'è il punto «Per quanto riguarda la prenotazione di appelli di esame [...] proponiamo una semplificazione amministrativa». Peccato che nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali non esistano esami a prenotazione. È, quindi, ancora più palese che i tre non ne sappiano nulla di come funzionano le cose.
Inoltre, come qualcun altro mi segnalava, la signorina Carolina non è rappresentante degli studenti e non lo è mai stata. Non so perché, ma mi crea diffidenza chi cerca di entrare in Consigli di Amministrazione senza prima essere stati, almeno per un anno, rappresentanti degli studenti.

Domani vado a votare. Vi farò sapere com'è stata l'esperienza.
Appuntamento a domani con la terza parte!


Grazie a Marco e a Roberta per i loro preziosissimi consigli.

Elezioni studentesche

Oggi e domani qui all’Università di Trieste «si vota per il rinnovo dei rappresentanti degli Studenti nei Consigli di Facoltà, nel Senato Accademico, nel Consiglio d'Amministrazione dell'Ateneo, nel Consiglio d'Amministrazione dell'ERdiSU, nel CUS e nel CNSU».
Al DMI sono arrivati solo tre volantini (non so se perché i candidati sono pochi o perché spostarsi dall’Edificio Centrale fino al DMI era troppo faticoso – domani mi informo) di cui mi fa piacere rendervi conto.
Per motivi di privacy preventiva ho eliminato foto, cognomi e dati sensibili vari a mia completa discrezione. Tanto, se non vi interessa, poco cambia sapere il cognome di uno o dell’altro; se vi interessa, siete tutti abbastanza sgamati da sapere come risalire alle informazioni nascoste. Giuro che ho solo cancellato e non modificato. Su richiesta posso esibire gli originali.

Il signor Bartolomeo S non si presenta benissimo. Sarà perché rappresentante degli studenti a Fisica, ma con l’italiano se la cava maluccio.
Nella pagina di presentazione, in ordine, troviamo «Consio di Facoltà» (per “consiglio” – si è persa un’intera sillaba), «fodi di fanziamento» (doppietta), «organi decisonali», «la pesenza all’Università» (una presenza che pesa!), «consigli, e momenti di socialità» (questa è sottile – c’è una virgola di troppo; facciamo mezzo punto), «non ha voce ne mezzi» (manca l’accento).
Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore si diceva qualche tempo fa. Vero, ma un rappresentante che si propone con questi svarioni alle persone che dovranno votarlo non fa una buonissima impressione, fatemelo dire.

Programma standard, direi. Non voglio sminuire, intendo solo che sono più o meno gli stessi condivisibili punti che appaiono in tutte le liste. Forse se ne potrebbero commentare un paio, ma non ho intenzione di farlo in questa sede.
Quello che non capisco è la frase «Vogliamo più informazione tra gli studenti e più semplicità per averla». Più informazione tra gli studenti e chi? O tra uno studente e l’altro? E, in questo caso, informazione di cosa? E perché non è semplice averla? Boh, passaggio poco chiaro.


Il terzetto Lucia G, Carolina B e Marco T si presenta meglio. Un solo errore di stampa («menager didattico»). Interessante la confusione causa/effetto nella frase «Perché [...] saremo anche parte del Consiglio degli Studenti, proponiamo:». Direi che in quel punto ci andava un poiché, altrimenti la frase non ha senso.
Mi piacciono anche le due frasi «Per quanto riguarda la prenotazione di appelli d’esame, stage, tirocinii e erasmus, proponiamo una semplificazione amministrativa, potenziando la modulistica informatica» e «Intendiamo semplificare procedure, come immatricolazioni, modifiche al piano di studi, tirocinii e erasmus, incentivando la modulistica informatica», che dicono la stessa identica cosa. Repetita iuvant, dicono, ma su un volantino così breve è un po’ sciocco.

Divertente la proposta di organizzare orari di lezione e appelli d’esame. I tre ragazzi che lo propongono non devono sapere bene come funziona la cosa, visto che gestire gli orari è una cosa difficilissima, per numerosi motivi che qui non spiego (ma su cui mi riservo di farci un post – potrebbe uscire qualcosa di interessante). So di cosa parlo: ho dovuto farne uno, un anno. È stato da neurodeliri. Gestire gli appelli, poi, è impossibile. Da noi ci si prova ogni anno, sia da parte degli studenti che da parte dei professori. È vi assicuro che è estremamente arduo accontentare tutti.
Poi, per carità, se i tre ci riusciranno, tanto di cappello.


Marco S ha qualcosa di geniale, nel senso più perverso del termine. Anziché riempire il volantino con il programma, ha pensato bene di metterci due schemi di sudoku. Giusto: perché sprecarsi a far conoscere il proprio pensiero? Meglio far divertire gli studenti, sicuro del fatto che, una volta alle urne, questi diranno: «Il mio voto lo do a lui, che ci ha messo il sudoku!».
C’è dell’ironia, ovviamente, nelle mie parole. Ma rileggendo quello che ho scritto, mi sembra così terribilmente plausibile... Spero vivamente di sbagliarmi.


Segue nella seconda parte.

sabato 8 maggio 2010

Contestare con testa

Sono note a tutti le polemiche intorno al decreto del ministro Bondi sulle fondazioni liriche. Polemiche, scioperi, discussioni, manifestazioni, attività parallele...

In questi giorni al Teatro Verdi di Trieste sta andando in scena Madama Butterfly, in un pregevole allestimento. Causa tale famigerato decreto la recita di domenica scorsa, 2 maggio, è saltata. Il primo maggio, infatti, il Teatro aveva fatto uscire il seguente comunicato stampa:
A seguito dello sciopero nazionale delle istituzioni lirico sinfoniche italiane, la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste informa che:
la recita di MADAMA BUTTERFLY in programma domenica 2 maggio è stata annullata.

Comunica altresì al pubblico che:
venerdì 7 maggio prossimo verrà effettuata una recita straordinaria dell’opera MADAMA BUTTERFLY per la quale valgono gli abbonamenti e i biglietti acquistati per il giorno 2 maggio.

Se non che il giorno 6 maggio lo stesso Teatro Verdi ha fatto uscire quest'altro comunicato:
A causa del protrarsi degli scioperi nazionali nei 14 teatri lirici italiani, anche le maestranze del Teatro “G. Verdi” di Trieste hanno proclamato un ulteriore sciopero in occasione dello spettacolo di venerdì 7 maggio.

Conseguentemente, la recita di Madama Butterfly prevista per la giornata stessa viene annullata.

La Direzione del Teatro Verdi comunica agli interessati che potranno presentarsi alla Biglietteria con il relativo biglietto per il rimborso.

Ora, io capisco la protesta, e la approvo pure, dal momento che il decreto è davvero un abominio. Quello che non riesco a capire è il poco rispetto del pubblico.
Cercate di mettervi nei panni di un abbonato, o di un semplice spettatore, che compra - due mesi fa - un biglietto per il 2 maggio. Si prepara e si organizza gli impegni per essere libero quella sera. Il giorno prima dello spettacolo gli viene detto che l'indomani può restare a casa ma che - se vuole - può andare a teatro il venerdì seguente. Allora questo spettatore si organizza nuovamente, briga di nuovo per spostare i suoi impegni e per riuscire ad incastrare tutte le cose che deve fare, per essere libero il venerdì... e di nuovo il giorno prima gli viene detto che lo spettacolo è annullato. Del tutto questa volta.
Badate bene: non è stato annullato lo spettacolo di giovedì, né quello di sabato e neanche quello di domenica. Quello di venerdì, già rinviato, per poter assistere al quale 1.300 persone hanno dovuto cercare di liberarsi e spostare gli impegni.

Certo, i biglietti verranno rimborsati, il teatro lo ha assicurato, ma direi che in questo momento non si è reso un gran servizio al Teatro (né al teatro - la differenza maiuscola/minuscola è importante). Non tanto per gli abbonati, che ormai hanno il pelo sullo stomaco e sopportano tutto, ma per il semplice appassionato che ha deciso, per una volta, di andare anche lui all'opera. Per vedere se lo appassiona. Per cercare qualche emozione. E, perché no, per tornarci in seguito.
«Andremo avanti - dice Domenico Lazzaroni della Uil -, sperando che il pubblico ci conforti e non si arrabbi». Mi sembra un po' tardi per dire "speriamo non si arrabbi". Quelle 1.300 persone, tolti gli abbonati, sono difficilmente recuperabili. A volte addirittura non si recuperano più. Tanto più che lo spettacolo è esaurito da un mese, quindi trovare oggi (ma anche il 6 maggio, appena avuta la notizia) un biglietto per una delle tre date rimanenti, era un'impresa quasi impossibile. Spiace dirlo, ma la cosa è stata gestita davvero male.

Ah, e non pensiate che stia parlando per ipotesi. La mia amica Ornella aveva un biglietto proprio per lo spettacolo del 2 maggio. Ed era molto contanta perché mi ha detto: «Finalmente ho convinto i miei genitori a venire all'opera». Sempre il 2 maggio. E quei due spettatori, miei cari, li abbiamo persi per sempre.
Certo, capisco che la protesta doveva esserci e doveva essere pacifica, ma con un po' di più buona volontà si poteva trovare qualche soluzione alternativa, altrettanto efficace ma che non fosse così deleteria per il Teatro.

lunedì 29 marzo 2010

Il giovedì nero delle biblioteche

Ripesco oggi una notizia che ho appreso grazie ad Ipazia per parlare di biblioteche universitarie.

Qui da noi, per ora, non ci sono stati sgomberi di libri - di computer sì, ma è un'altra storia che forse vi racconterò quando sarà finita - ma oggi ho scoperto una cosa.
Giovedì scorso (evidentemente era la giornata giusta per le cattiverie verso i libri) in biblioteca di medicina si inzia a sentire un fastidioso odore. Un non eccessivamente rapido controllo da parte degli addetti e si scopre che un tubo è saltato e sta spandendo gas. Parte l'impianto antincendio che sparge schiuma biancastra un po' dappertutto. Vengono chiamati i pompieri ma - attenzione! - non viene evacuato l'edificio. Infatti i ragazzi in aula studio cominciano ad accusare un po' di mal di testa, senza però capire bene cosa stia succedendo.

Stamattina la biblioteca era ancora chiusa, transennata con del nastro bianco e rosso attaccato alla bell'e meglio, con uno striminzito cartello che non spiega niente. Nei corridoi l'odore di metano misto a vernice è ancora presente. Non si sa se il tubo sia stato chiuso o, almeno, se la fuoriuscita di gas sia stata fermata. A dire il vero, non si sa neanche che gas fosse. Non si sa in che condizioni sono i libri né quanto ci vorrà prima di poter riaprire la biblioteca.

Per carità, sono sicuro che ognuno stia facendo il suo dovere e lo stia facendo al meglio. Le due cose che davvero mi lasciano perplesso sono: 1. che non sia stato evacuato immediatamente l'edificio appena scoperta la fuga di gas e 2. che, se la puzza è ancora così forte, nessuno abbia pensato di avvertire di eventuali pericoli (non fumare, non respirare, arieggiare le stanze, fare attenzione...). A meno che non abbiano deciso di usare gli studenti come rilevatori: se ne trovano uno boccheggiante a terra significa che il guasto non è riparato.

Se non veniamo decimati, vi farò sapere come evolve la cosa nei prossimi giorni.