lunedì 24 maggio 2010
Addio Martin!
«Martin Gardner, who teased brains with math puzzles in Scientific American for a quarter-century and who indulged his own restless curiosity by writing more than 70 books on topics as diverse as magic, philosophy and the nuances of Alice in Wonderland, died Saturday in Norman, Okla. He was 95.»
Il ricordo che segue è molto personale. Per un sunto della vita di Gardner ci sono i ricordi degli altri blogger o la pagina di Wikipedia a lui dedicata
Ricordo che un'estate trovai in una libreria che vendeva libri nuovi a metà prezzo i volumi 3, 4 e 5 dei suoi Enigmi e giochi matematici (oggi praticamente introvabili). Non sapevo chi fosse questo "Martin Gardner" e, ad essere sincero, ero indeciso se comprarli o no. Inutile dire che non mi sono mai pentito dell'acquisto e, anzi, li ho letti e riletti talmente tante volte da averli consumati.
Un paio di anni prima per il mio compleanno mi regalarono I misteri della magia matematica. Ricordo che allora non mi piacque molto. Lo infilai nella libreria e lo dimenticai là. Lo ripresi in mano parecchio tempo dopo e mi resi conto che l'autore era lo stesso Martin Gardner degli "enigmi e giochi". Rivalutai immediatamente il libro, lo rilessi con la dovuta attenzione e da quel momento ho cominciato a raccogliere tutti i libri di Gardner, a volte in inglese, mancando la traduzione italiana.
Proprio in questi giorni, ironia della sorte, sto leggendo il suo Amnnotated Alice* che mi sono fatto regalare per il mio compleanno.
Addio Martin, ci mancherai tantissimo!
* L'unico effetto positivo dell'uscita dell'Alice di Tim Burton...
domenica 23 maggio 2010
Elezioni studentesche - quinta e ultima parte
Quinta parte di cinque. Recupera la prima, la seconda, la terza e la quarta parte.
Alfine i risultati. Credo sia la parte meno interessante, ma mi sembra corretto darla per completezza dell'informazione.
Per il Consiglio di Amministrazione sono stati eletti sia Bartolomeo S (nonostante gli errori), sia Marco S (nostante il sudoku), sia Ruggero B (nonostante i 18 punti mancanti).
Per il Consiglio di Amministrazione dell'ERdiSU è stata eletta Serena S (nonostante il volantinaggio dell'ultimo minuto).
Per il Consiglio di Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali sono stati eletti sia l'amica* Carolina B (nonostante - o "grazie a"? - la martellante campagna pubblicitaria), sia Bartolomeo S (c.s.).
Nessuna notizia di Bora in faccia né di Azione universitaria, come previsto.
E così si conclude questa avventura delle elezioni studentesche all'Università di Trieste. Quasi tutti i nostri protagonisti hanno avuto un posto. Ora vedremo cosa riusciranno a fare.
Io, comunque, conservo i programmi - e resteranno anche a memoria sul blog. Se vi va in capo ad un anno possiamo trovarci qua e vedere cosa di quei programmi è stato realizzato.
* ironically intended
Alfine i risultati. Credo sia la parte meno interessante, ma mi sembra corretto darla per completezza dell'informazione.
Per il Consiglio di Amministrazione sono stati eletti sia Bartolomeo S (nonostante gli errori), sia Marco S (nostante il sudoku), sia Ruggero B (nonostante i 18 punti mancanti).
Per il Consiglio di Amministrazione dell'ERdiSU è stata eletta Serena S (nonostante il volantinaggio dell'ultimo minuto).
Per il Consiglio di Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali sono stati eletti sia l'amica* Carolina B (nonostante - o "grazie a"? - la martellante campagna pubblicitaria), sia Bartolomeo S (c.s.).
Nessuna notizia di Bora in faccia né di Azione universitaria, come previsto.
E così si conclude questa avventura delle elezioni studentesche all'Università di Trieste. Quasi tutti i nostri protagonisti hanno avuto un posto. Ora vedremo cosa riusciranno a fare.
Io, comunque, conservo i programmi - e resteranno anche a memoria sul blog. Se vi va in capo ad un anno possiamo trovarci qua e vedere cosa di quei programmi è stato realizzato.
* ironically intended
Parole chiave:
gente,
politicando,
qui qualcosa non funziona...,
storie dal DMI
venerdì 14 maggio 2010
Elezioni studentesche - quarta parte
Quarta parte di cinque. Recupera qui la prima, la seconda e la terza parte.
Ultime considerazioni prima dei risultati.
Del gruppo Bora in faccia sembra non esistere niente, neppure un sito Internet. Mi chiedo davvero come speravano di ottenere voti. Del gruppo Azione universitaria si legge qualcosina in rete, per lo più su gruppi Facebook dell'Università, ma certo la lista non spicca per visibilità.
Onestamente non capisco perché candidarsi se non si è in grado di fare un'adeguata campagna elettorale, ma magari c'è sotto qualche retroscena che non conosco. Ad ogni modo non ho intenzione di indagare oltre in tal senso.
La lista di Bartolomeo S, quella con i numerosi svarioni di italiano, è della Lista di Sinistra che già si era distinta su questo blog per questo simpatico svarione. Evidentemente scrivere volantini non fa per loro.
Per quanto riguarda il programma, ho già detto che mi sembra un programma standard. Temo che difficilmente si riuscirà a concretizzarlo (se non forse l'ultimo punto, quello del «maggiore dialogo con gli studenti» perché è a costo zero). Bella la richiesta del software open source, peccato che bisogna trovare chi lo gestisca e che spesso non coincida con le esigenze degli amministratori. Delle due aule PC del DMI, una è stata convertita a Windows un mese fa per poterci tenere le (inutili) lezioni dell'ECDL, l'altra ha su Solaris ma il nuovo tecnico non sa come gestirlo. Ecco perché dico che il programma è un po' utopico.
Della Lista di Sinistra fa parte anche Serena S che mi ha dato il volantino in extremis. Neanche lei differisce molto da tutti gli altri programmi e non voglio ripetermi. Di sostanzialmente nuovo c'è la richiesta di eliminazione dei tornelli. Onestamente non so come siano gli spazi delle case, ma in questi anni ho visto un lento degrado del DMI tanto che da più parti è venuta la proposta di limitarne l'accesso ai soli studenti di matematica e informatica. Non so, quindi, se la cosa proposta da Serena S sia poi così valida...
La lista di Carolina B è Oltre – Student Office. Direi che il programma l'ho già più volte commentato. Buona l'idea di «potenziare la valutazione della didattica» ma bisognerebbe poi obbligare tutti i professori a rendere pubblici i risultati, cosa che finora è invece facoltativa. Per il resto vale lo spaesamento manifestato finora e, sui temi in comune con le altre liste, la sensazione di un programma bello ma utopico.
Anche la lista AutonomaMente ha un programma decisamente standard: i punti 19, 20, 23, 28 e 29 mi sembrano molto difficili da realizzare; per i punti 24, 25, 26, 31, 34 e 35 servono soldi, tempo e persone che lavorino su questi progetti e – con i numerosi tagli che vengono inflitti ogni anno – davvero non vedo come sia possibile metterli in pratica. Il punto 36 è, come per le altre liste, il più facile ma è chiaro che l'impegno di un rappresentante dovrebbe essere ben altro.
È divertente leggere il volantino della lista AutonomaMente che mi ha passato Roberta. Quattro persone si presentano come "X Y detto Z". In realtà per la privacy ho cancellato i nomi, ma quasi sempre la tiriterà è del tipo «Mario Rossi detto Rossi». Onestamente mi sembra alquanto stupido. Potrei capire se fosse: «Mario Rossi detto Pasqualino», ma così è demenzialità pura.
Mi affascinano i due che si firmano "Dott.". Evidentemente vuol dire che sono laureati alla triennale e che stanno frequentando la magistrale, altrimenti non avrebbe senso. Non so, mi dà un tal senso di spocchia da negar loro il mio voto a priori.
Basta, non sono un commentatore politico né voglio esserlo. Anzi, quando ho aperto il blog ho promesso di parlare il meno possibile di politica, per cui la smetto qua.
Riporterò i risultati appena saranno pubblici, scriverò eventualmente un breve commento e poi considererò conclusa la parentesi elezioni studentesche.
Segue nella quinta e ultima parte.
Ultime considerazioni prima dei risultati.
Del gruppo Bora in faccia sembra non esistere niente, neppure un sito Internet. Mi chiedo davvero come speravano di ottenere voti. Del gruppo Azione universitaria si legge qualcosina in rete, per lo più su gruppi Facebook dell'Università, ma certo la lista non spicca per visibilità.
Onestamente non capisco perché candidarsi se non si è in grado di fare un'adeguata campagna elettorale, ma magari c'è sotto qualche retroscena che non conosco. Ad ogni modo non ho intenzione di indagare oltre in tal senso.
La lista di Bartolomeo S, quella con i numerosi svarioni di italiano, è della Lista di Sinistra che già si era distinta su questo blog per questo simpatico svarione. Evidentemente scrivere volantini non fa per loro.
Per quanto riguarda il programma, ho già detto che mi sembra un programma standard. Temo che difficilmente si riuscirà a concretizzarlo (se non forse l'ultimo punto, quello del «maggiore dialogo con gli studenti» perché è a costo zero). Bella la richiesta del software open source, peccato che bisogna trovare chi lo gestisca e che spesso non coincida con le esigenze degli amministratori. Delle due aule PC del DMI, una è stata convertita a Windows un mese fa per poterci tenere le (inutili) lezioni dell'ECDL, l'altra ha su Solaris ma il nuovo tecnico non sa come gestirlo. Ecco perché dico che il programma è un po' utopico.
Della Lista di Sinistra fa parte anche Serena S che mi ha dato il volantino in extremis. Neanche lei differisce molto da tutti gli altri programmi e non voglio ripetermi. Di sostanzialmente nuovo c'è la richiesta di eliminazione dei tornelli. Onestamente non so come siano gli spazi delle case, ma in questi anni ho visto un lento degrado del DMI tanto che da più parti è venuta la proposta di limitarne l'accesso ai soli studenti di matematica e informatica. Non so, quindi, se la cosa proposta da Serena S sia poi così valida...
La lista di Carolina B è Oltre – Student Office. Direi che il programma l'ho già più volte commentato. Buona l'idea di «potenziare la valutazione della didattica» ma bisognerebbe poi obbligare tutti i professori a rendere pubblici i risultati, cosa che finora è invece facoltativa. Per il resto vale lo spaesamento manifestato finora e, sui temi in comune con le altre liste, la sensazione di un programma bello ma utopico.
Anche la lista AutonomaMente ha un programma decisamente standard: i punti 19, 20, 23, 28 e 29 mi sembrano molto difficili da realizzare; per i punti 24, 25, 26, 31, 34 e 35 servono soldi, tempo e persone che lavorino su questi progetti e – con i numerosi tagli che vengono inflitti ogni anno – davvero non vedo come sia possibile metterli in pratica. Il punto 36 è, come per le altre liste, il più facile ma è chiaro che l'impegno di un rappresentante dovrebbe essere ben altro.
È divertente leggere il volantino della lista AutonomaMente che mi ha passato Roberta. Quattro persone si presentano come "X Y detto Z". In realtà per la privacy ho cancellato i nomi, ma quasi sempre la tiriterà è del tipo «Mario Rossi detto Rossi». Onestamente mi sembra alquanto stupido. Potrei capire se fosse: «Mario Rossi detto Pasqualino», ma così è demenzialità pura.
Mi affascinano i due che si firmano "Dott.". Evidentemente vuol dire che sono laureati alla triennale e che stanno frequentando la magistrale, altrimenti non avrebbe senso. Non so, mi dà un tal senso di spocchia da negar loro il mio voto a priori.
Basta, non sono un commentatore politico né voglio esserlo. Anzi, quando ho aperto il blog ho promesso di parlare il meno possibile di politica, per cui la smetto qua.
Riporterò i risultati appena saranno pubblici, scriverò eventualmente un breve commento e poi considererò conclusa la parentesi elezioni studentesche.
Segue nella quinta e ultima parte.
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storie dal DMI
Squallid
Ieri sera facendo zapping ho avuto la sfortuna di vedere due momenti di Fenomenal, il nuovo programma di Teo Mammuccari. Oltre all'insulto gratuito di tutto e tutti, ragione per cui prima ho detto purtroppo e motivo per il quale passeranno numerosi lustri prima che io guardi una trasmissione di Mammuccari, ho assistito a due perle nere:
- la storia di Nobel che non istituì il premio per la matematica perché la sua amante (stranamente in questa occasione non si è tirata fuori l'inesistente moglie di Nobel che di solito accompagna questa assurda fola) era innamorata di un matematico e Nobel non voleva che il suo premio andasse a quest'ultimo. La storia è smentita da anni (vi prego di seguire gli interessanti link nelle note) ma, chissà perché, ancora circola;
- la cafonaggine di Mammuccari quando, mostrando una telecamera termografica, il povero scienziato di turno ha detto: «Questa telecamera è usata per diagnosticare i tumori al seno» e il balordo conduttore non ha trovato di meglio che rispondere: «Eh, ma non dica queste cose tristi» preferendo usare il dispositivo per controllare se le scialbe ospiti in studio avessero il seno rifatto.
Mi sa che di triste c'è solo la trasmissione e il fatto che ancora una volta la cultura è stata ridotta a noiosa burletta da prima serata trash.
- la storia di Nobel che non istituì il premio per la matematica perché la sua amante (stranamente in questa occasione non si è tirata fuori l'inesistente moglie di Nobel che di solito accompagna questa assurda fola) era innamorata di un matematico e Nobel non voleva che il suo premio andasse a quest'ultimo. La storia è smentita da anni (vi prego di seguire gli interessanti link nelle note) ma, chissà perché, ancora circola;
- la cafonaggine di Mammuccari quando, mostrando una telecamera termografica, il povero scienziato di turno ha detto: «Questa telecamera è usata per diagnosticare i tumori al seno» e il balordo conduttore non ha trovato di meglio che rispondere: «Eh, ma non dica queste cose tristi» preferendo usare il dispositivo per controllare se le scialbe ospiti in studio avessero il seno rifatto.
Mi sa che di triste c'è solo la trasmissione e il fatto che ancora una volta la cultura è stata ridotta a noiosa burletta da prima serata trash.
giovedì 13 maggio 2010
Elezioni studentesche - terza parte
Terza parte di cinque. Recupera qui la prima e la seconda parte.
Come promesso, stamattina sono andato a votare.
Prima di entrare nel seggio sono riuscito a prendere ancora due volantini. Il primo è questo, gentilmente fornito dall'amica Roberta alla quale era stato inizialmente sbolognato:
Questo il secondo che mi è stato dato dalla stessa Serena S mentre stavo andando a votare (in vera zona Cesarini):
Davanti al seggio ho incontrato di nuovo Carolina B che si è complimentata per la mia scelta di andare a votare (ieri le avevo promesso che sarei andato, ma oggi sembrava sorpresa di vedermi, quasi fosse stupita per il fatto che non le abbia mentito) e si è assicurata che avessi capito tutto e che sapessi come fare (era una votazione, non un'intervento a cuore aperto. Si suppone io sappia come si fa...). Per fortuna ha avuto la decenza di non chiedermi se avrei votato per lei.
L'ambiente è esattamente quello di una elezione politica qualunque. Presentazione del documento, due firme sui registri, sei schede, una matita copiativa (sospetto sia una comunissima matita blu, ma potrei sbagliare) e via in cabina.
Le schede mi vengono porte completamente aperte, senza segni di piegatura. «Come devo piegarle?», chiedo, «In tre?». «Beh, ognuno le ha piegate come voleva», mi viene risposto, «può anche piegarle in due». Già questo è strano. Credevo ci fossero ferree norme per la piegatura delle schede. Invece no, d'accordo. Ma poi la signora aggiunge: «L'importante è che le pieghi dentro la cabina e non, come tanti hanno cercato di fare, fuori». Un'ulteriore conferma che la gente è più stupida di quanto si creda.
Mi balza subito all'occhio che nessuno parla di cellulari. Non mi viene chiesto se ne ho uno, non mi viene ritirato. Certo, magari il voto di scambio in questo contesto non ha molto senso, ma non sottovaluterei la smania di certi studenti di far politica.
Le schede, come detto sono sei: bianca – Consiglio di Facoltà; gialla – Senato Accademico; azzurra – Consiglio di Amministrazione; rosa – Comitato Universitario per lo Sport (esiste davvero? Che cavolo è? Chi l'ha mai sentito finora?); verde – Consiglio di Amministrazione ERdiSU; gialla scura – C.N.S.U.
La parte divertente è che nel raccogliere informazioni tramite i volantini, sembravano presenti solo tre liste: Autonomamente, Lista di Sinistra; Oltre – Student Office (in puro ordine alfabetico). Leggendo le schede spuntano altre due liste: Bora in faccia (tutte le schede, tranne la giallo scuro, che comunque aveva un raggruppamento diverso rispetto le altre e non fa testo in questa disamina) e Azione universitaria (tutte tranne la bianca). Tornando al DMI ho controllato in giro per il Campus e di queste due liste non ho visto volantini, manifesti o altro. Non so quanti voti otterranno, ma mi sento di poter già dire che difficilmente otterranno una maggioranza schiacciante...
Una volta votato ho dovuto infilare personalmente le schede nelle urne (avrei potuto metterle a caso e farla franca), urne che erano belle piene, tanto che ho faticato non poco per farle entrare senza sgualcirle.
Se riesco, domani faccio un'altra disamina a mente più fredda e, appena arrivano i risultati, ve li comunico.
Segue nella quarta parte.
Come promesso, stamattina sono andato a votare.
Prima di entrare nel seggio sono riuscito a prendere ancora due volantini. Il primo è questo, gentilmente fornito dall'amica Roberta alla quale era stato inizialmente sbolognato:
Questo il secondo che mi è stato dato dalla stessa Serena S mentre stavo andando a votare (in vera zona Cesarini):
Davanti al seggio ho incontrato di nuovo Carolina B che si è complimentata per la mia scelta di andare a votare (ieri le avevo promesso che sarei andato, ma oggi sembrava sorpresa di vedermi, quasi fosse stupita per il fatto che non le abbia mentito) e si è assicurata che avessi capito tutto e che sapessi come fare (era una votazione, non un'intervento a cuore aperto. Si suppone io sappia come si fa...). Per fortuna ha avuto la decenza di non chiedermi se avrei votato per lei.
L'ambiente è esattamente quello di una elezione politica qualunque. Presentazione del documento, due firme sui registri, sei schede, una matita copiativa (sospetto sia una comunissima matita blu, ma potrei sbagliare) e via in cabina.
Le schede mi vengono porte completamente aperte, senza segni di piegatura. «Come devo piegarle?», chiedo, «In tre?». «Beh, ognuno le ha piegate come voleva», mi viene risposto, «può anche piegarle in due». Già questo è strano. Credevo ci fossero ferree norme per la piegatura delle schede. Invece no, d'accordo. Ma poi la signora aggiunge: «L'importante è che le pieghi dentro la cabina e non, come tanti hanno cercato di fare, fuori». Un'ulteriore conferma che la gente è più stupida di quanto si creda.
Mi balza subito all'occhio che nessuno parla di cellulari. Non mi viene chiesto se ne ho uno, non mi viene ritirato. Certo, magari il voto di scambio in questo contesto non ha molto senso, ma non sottovaluterei la smania di certi studenti di far politica.
Le schede, come detto sono sei: bianca – Consiglio di Facoltà; gialla – Senato Accademico; azzurra – Consiglio di Amministrazione; rosa – Comitato Universitario per lo Sport (esiste davvero? Che cavolo è? Chi l'ha mai sentito finora?); verde – Consiglio di Amministrazione ERdiSU; gialla scura – C.N.S.U.
La parte divertente è che nel raccogliere informazioni tramite i volantini, sembravano presenti solo tre liste: Autonomamente, Lista di Sinistra; Oltre – Student Office (in puro ordine alfabetico). Leggendo le schede spuntano altre due liste: Bora in faccia (tutte le schede, tranne la giallo scuro, che comunque aveva un raggruppamento diverso rispetto le altre e non fa testo in questa disamina) e Azione universitaria (tutte tranne la bianca). Tornando al DMI ho controllato in giro per il Campus e di queste due liste non ho visto volantini, manifesti o altro. Non so quanti voti otterranno, ma mi sento di poter già dire che difficilmente otterranno una maggioranza schiacciante...
Una volta votato ho dovuto infilare personalmente le schede nelle urne (avrei potuto metterle a caso e farla franca), urne che erano belle piene, tanto che ho faticato non poco per farle entrare senza sgualcirle.
Se riesco, domani faccio un'altra disamina a mente più fredda e, appena arrivano i risultati, ve li comunico.
Segue nella quarta parte.
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storie dal DMI
mercoledì 12 maggio 2010
Elezioni studentesche - seconda parte
Seconda parte di cinque. Recupera la prima parte.
Aggiornamento: i volantini arrivati al DMI sono pochi perché davvero ne sono circolati pochi. Ci saranno stati pochi candidati, non so che dire.
Oggi, però, sono riuscito a mettere le mani su un altro volantino, che riporto qua sotto. Non c'è nulla di particolarmente rilevante, se non capire quali siano i primi 18 punti del programma:
Interessante notare che Bartolomeo S ha ristampato il suo volantino tagliando la parte zeppa di svarioni (ma ha lasciato lo splendido «fodi di fanziamento»). Per riempire lo spazio ha fatto pubblicità ad un altro candidato, penso suo amico:
Ho anche incontrato Carolina B che è passata al DMI a farsi un po' di pubblicità. Probabilmente avrebbe voluto espormi dettagliatamente il suo programma, ma io subito le ho detto di aver letto il volantino (ma non di averlo pubblicato sul blog) e le ho promesso che domani sarei andato a votare (per chi pare a me, sia chiaro. Non le ho certo promesso di andare a votare per lei). Col senno di poi forse avrei dovuto lasciarla parlare e vedere come avrebbe replicato alle mie obiezioni, ma non sono fatto per queste cose e ho preferito lasciar stare.
Mi è stato fatto notare, peraltro, che nel suo programma c'è il punto «Per quanto riguarda la prenotazione di appelli di esame [...] proponiamo una semplificazione amministrativa». Peccato che nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali non esistano esami a prenotazione. È, quindi, ancora più palese che i tre non ne sappiano nulla di come funzionano le cose.
Inoltre, come qualcun altro mi segnalava, la signorina Carolina non è rappresentante degli studenti e non lo è mai stata. Non so perché, ma mi crea diffidenza chi cerca di entrare in Consigli di Amministrazione senza prima essere stati, almeno per un anno, rappresentanti degli studenti.
Domani vado a votare. Vi farò sapere com'è stata l'esperienza.
Appuntamento a domani con la terza parte!
Grazie a Marco e a Roberta per i loro preziosissimi consigli.
Aggiornamento: i volantini arrivati al DMI sono pochi perché davvero ne sono circolati pochi. Ci saranno stati pochi candidati, non so che dire.
Oggi, però, sono riuscito a mettere le mani su un altro volantino, che riporto qua sotto. Non c'è nulla di particolarmente rilevante, se non capire quali siano i primi 18 punti del programma:
Interessante notare che Bartolomeo S ha ristampato il suo volantino tagliando la parte zeppa di svarioni (ma ha lasciato lo splendido «fodi di fanziamento»). Per riempire lo spazio ha fatto pubblicità ad un altro candidato, penso suo amico:
Ho anche incontrato Carolina B che è passata al DMI a farsi un po' di pubblicità. Probabilmente avrebbe voluto espormi dettagliatamente il suo programma, ma io subito le ho detto di aver letto il volantino (ma non di averlo pubblicato sul blog) e le ho promesso che domani sarei andato a votare (per chi pare a me, sia chiaro. Non le ho certo promesso di andare a votare per lei). Col senno di poi forse avrei dovuto lasciarla parlare e vedere come avrebbe replicato alle mie obiezioni, ma non sono fatto per queste cose e ho preferito lasciar stare.
Mi è stato fatto notare, peraltro, che nel suo programma c'è il punto «Per quanto riguarda la prenotazione di appelli di esame [...] proponiamo una semplificazione amministrativa». Peccato che nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali non esistano esami a prenotazione. È, quindi, ancora più palese che i tre non ne sappiano nulla di come funzionano le cose.
Inoltre, come qualcun altro mi segnalava, la signorina Carolina non è rappresentante degli studenti e non lo è mai stata. Non so perché, ma mi crea diffidenza chi cerca di entrare in Consigli di Amministrazione senza prima essere stati, almeno per un anno, rappresentanti degli studenti.
Domani vado a votare. Vi farò sapere com'è stata l'esperienza.
Appuntamento a domani con la terza parte!
Grazie a Marco e a Roberta per i loro preziosissimi consigli.
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Elezioni studentesche
Oggi e domani qui all’Università di Trieste «si vota per il rinnovo dei rappresentanti degli Studenti nei Consigli di Facoltà, nel Senato Accademico, nel Consiglio d'Amministrazione dell'Ateneo, nel Consiglio d'Amministrazione dell'ERdiSU, nel CUS e nel CNSU».
Al DMI sono arrivati solo tre volantini (non so se perché i candidati sono pochi o perché spostarsi dall’Edificio Centrale fino al DMI era troppo faticoso – domani mi informo) di cui mi fa piacere rendervi conto.
Per motivi di privacy preventiva ho eliminato foto, cognomi e dati sensibili vari a mia completa discrezione. Tanto, se non vi interessa, poco cambia sapere il cognome di uno o dell’altro; se vi interessa, siete tutti abbastanza sgamati da sapere come risalire alle informazioni nascoste. Giuro che ho solo cancellato e non modificato. Su richiesta posso esibire gli originali.
Il signor Bartolomeo S non si presenta benissimo. Sarà perché rappresentante degli studenti a Fisica, ma con l’italiano se la cava maluccio.
Nella pagina di presentazione, in ordine, troviamo «Consio di Facoltà» (per “consiglio” – si è persa un’intera sillaba), «fodi di fanziamento» (doppietta), «organi decisonali», «la pesenza all’Università» (una presenza che pesa!), «consigli, e momenti di socialità» (questa è sottile – c’è una virgola di troppo; facciamo mezzo punto), «non ha voce ne mezzi» (manca l’accento).
Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore si diceva qualche tempo fa. Vero, ma un rappresentante che si propone con questi svarioni alle persone che dovranno votarlo non fa una buonissima impressione, fatemelo dire.
Programma standard, direi. Non voglio sminuire, intendo solo che sono più o meno gli stessi condivisibili punti che appaiono in tutte le liste. Forse se ne potrebbero commentare un paio, ma non ho intenzione di farlo in questa sede.
Quello che non capisco è la frase «Vogliamo più informazione tra gli studenti e più semplicità per averla». Più informazione tra gli studenti e chi? O tra uno studente e l’altro? E, in questo caso, informazione di cosa? E perché non è semplice averla? Boh, passaggio poco chiaro.
Il terzetto Lucia G, Carolina B e Marco T si presenta meglio. Un solo errore di stampa («menager didattico»). Interessante la confusione causa/effetto nella frase «Perché [...] saremo anche parte del Consiglio degli Studenti, proponiamo:». Direi che in quel punto ci andava un poiché, altrimenti la frase non ha senso.
Mi piacciono anche le due frasi «Per quanto riguarda la prenotazione di appelli d’esame, stage, tirocinii e erasmus, proponiamo una semplificazione amministrativa, potenziando la modulistica informatica» e «Intendiamo semplificare procedure, come immatricolazioni, modifiche al piano di studi, tirocinii e erasmus, incentivando la modulistica informatica», che dicono la stessa identica cosa. Repetita iuvant, dicono, ma su un volantino così breve è un po’ sciocco.
Divertente la proposta di organizzare orari di lezione e appelli d’esame. I tre ragazzi che lo propongono non devono sapere bene come funziona la cosa, visto che gestire gli orari è una cosa difficilissima, per numerosi motivi che qui non spiego (ma su cui mi riservo di farci un post – potrebbe uscire qualcosa di interessante). So di cosa parlo: ho dovuto farne uno, un anno. È stato da neurodeliri. Gestire gli appelli, poi, è impossibile. Da noi ci si prova ogni anno, sia da parte degli studenti che da parte dei professori. È vi assicuro che è estremamente arduo accontentare tutti.
Poi, per carità, se i tre ci riusciranno, tanto di cappello.
Marco S ha qualcosa di geniale, nel senso più perverso del termine. Anziché riempire il volantino con il programma, ha pensato bene di metterci due schemi di sudoku. Giusto: perché sprecarsi a far conoscere il proprio pensiero? Meglio far divertire gli studenti, sicuro del fatto che, una volta alle urne, questi diranno: «Il mio voto lo do a lui, che ci ha messo il sudoku!».
C’è dell’ironia, ovviamente, nelle mie parole. Ma rileggendo quello che ho scritto, mi sembra così terribilmente plausibile... Spero vivamente di sbagliarmi.
Segue nella seconda parte.
Al DMI sono arrivati solo tre volantini (non so se perché i candidati sono pochi o perché spostarsi dall’Edificio Centrale fino al DMI era troppo faticoso – domani mi informo) di cui mi fa piacere rendervi conto.
Per motivi di privacy preventiva ho eliminato foto, cognomi e dati sensibili vari a mia completa discrezione. Tanto, se non vi interessa, poco cambia sapere il cognome di uno o dell’altro; se vi interessa, siete tutti abbastanza sgamati da sapere come risalire alle informazioni nascoste. Giuro che ho solo cancellato e non modificato. Su richiesta posso esibire gli originali.
Il signor Bartolomeo S non si presenta benissimo. Sarà perché rappresentante degli studenti a Fisica, ma con l’italiano se la cava maluccio.
Nella pagina di presentazione, in ordine, troviamo «Consio di Facoltà» (per “consiglio” – si è persa un’intera sillaba), «fodi di fanziamento» (doppietta), «organi decisonali», «la pesenza all’Università» (una presenza che pesa!), «consigli, e momenti di socialità» (questa è sottile – c’è una virgola di troppo; facciamo mezzo punto), «non ha voce ne mezzi» (manca l’accento).
Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore si diceva qualche tempo fa. Vero, ma un rappresentante che si propone con questi svarioni alle persone che dovranno votarlo non fa una buonissima impressione, fatemelo dire.
Programma standard, direi. Non voglio sminuire, intendo solo che sono più o meno gli stessi condivisibili punti che appaiono in tutte le liste. Forse se ne potrebbero commentare un paio, ma non ho intenzione di farlo in questa sede.
Quello che non capisco è la frase «Vogliamo più informazione tra gli studenti e più semplicità per averla». Più informazione tra gli studenti e chi? O tra uno studente e l’altro? E, in questo caso, informazione di cosa? E perché non è semplice averla? Boh, passaggio poco chiaro.
Il terzetto Lucia G, Carolina B e Marco T si presenta meglio. Un solo errore di stampa («menager didattico»). Interessante la confusione causa/effetto nella frase «Perché [...] saremo anche parte del Consiglio degli Studenti, proponiamo:». Direi che in quel punto ci andava un poiché, altrimenti la frase non ha senso.
Mi piacciono anche le due frasi «Per quanto riguarda la prenotazione di appelli d’esame, stage, tirocinii e erasmus, proponiamo una semplificazione amministrativa, potenziando la modulistica informatica» e «Intendiamo semplificare procedure, come immatricolazioni, modifiche al piano di studi, tirocinii e erasmus, incentivando la modulistica informatica», che dicono la stessa identica cosa. Repetita iuvant, dicono, ma su un volantino così breve è un po’ sciocco.
Divertente la proposta di organizzare orari di lezione e appelli d’esame. I tre ragazzi che lo propongono non devono sapere bene come funziona la cosa, visto che gestire gli orari è una cosa difficilissima, per numerosi motivi che qui non spiego (ma su cui mi riservo di farci un post – potrebbe uscire qualcosa di interessante). So di cosa parlo: ho dovuto farne uno, un anno. È stato da neurodeliri. Gestire gli appelli, poi, è impossibile. Da noi ci si prova ogni anno, sia da parte degli studenti che da parte dei professori. È vi assicuro che è estremamente arduo accontentare tutti.
Poi, per carità, se i tre ci riusciranno, tanto di cappello.
Marco S ha qualcosa di geniale, nel senso più perverso del termine. Anziché riempire il volantino con il programma, ha pensato bene di metterci due schemi di sudoku. Giusto: perché sprecarsi a far conoscere il proprio pensiero? Meglio far divertire gli studenti, sicuro del fatto che, una volta alle urne, questi diranno: «Il mio voto lo do a lui, che ci ha messo il sudoku!».
C’è dell’ironia, ovviamente, nelle mie parole. Ma rileggendo quello che ho scritto, mi sembra così terribilmente plausibile... Spero vivamente di sbagliarmi.
Segue nella seconda parte.
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gente,
politicando,
qui qualcosa non funziona...,
storie dal DMI
sabato 8 maggio 2010
Contestare con testa
Sono note a tutti le polemiche intorno al decreto del ministro Bondi sulle fondazioni liriche. Polemiche, scioperi, discussioni, manifestazioni, attività parallele...
In questi giorni al Teatro Verdi di Trieste sta andando in scena Madama Butterfly, in un pregevole allestimento. Causa tale famigerato decreto la recita di domenica scorsa, 2 maggio, è saltata. Il primo maggio, infatti, il Teatro aveva fatto uscire il seguente comunicato stampa:
Se non che il giorno 6 maggio lo stesso Teatro Verdi ha fatto uscire quest'altro comunicato:
Ora, io capisco la protesta, e la approvo pure, dal momento che il decreto è davvero un abominio. Quello che non riesco a capire è il poco rispetto del pubblico.
Cercate di mettervi nei panni di un abbonato, o di un semplice spettatore, che compra - due mesi fa - un biglietto per il 2 maggio. Si prepara e si organizza gli impegni per essere libero quella sera. Il giorno prima dello spettacolo gli viene detto che l'indomani può restare a casa ma che - se vuole - può andare a teatro il venerdì seguente. Allora questo spettatore si organizza nuovamente, briga di nuovo per spostare i suoi impegni e per riuscire ad incastrare tutte le cose che deve fare, per essere libero il venerdì... e di nuovo il giorno prima gli viene detto che lo spettacolo è annullato. Del tutto questa volta.
Badate bene: non è stato annullato lo spettacolo di giovedì, né quello di sabato e neanche quello di domenica. Quello di venerdì, già rinviato, per poter assistere al quale 1.300 persone hanno dovuto cercare di liberarsi e spostare gli impegni.
Certo, i biglietti verranno rimborsati, il teatro lo ha assicurato, ma direi che in questo momento non si è reso un gran servizio al Teatro (né al teatro - la differenza maiuscola/minuscola è importante). Non tanto per gli abbonati, che ormai hanno il pelo sullo stomaco e sopportano tutto, ma per il semplice appassionato che ha deciso, per una volta, di andare anche lui all'opera. Per vedere se lo appassiona. Per cercare qualche emozione. E, perché no, per tornarci in seguito.
«Andremo avanti - dice Domenico Lazzaroni della Uil -, sperando che il pubblico ci conforti e non si arrabbi». Mi sembra un po' tardi per dire "speriamo non si arrabbi". Quelle 1.300 persone, tolti gli abbonati, sono difficilmente recuperabili. A volte addirittura non si recuperano più. Tanto più che lo spettacolo è esaurito da un mese, quindi trovare oggi (ma anche il 6 maggio, appena avuta la notizia) un biglietto per una delle tre date rimanenti, era un'impresa quasi impossibile. Spiace dirlo, ma la cosa è stata gestita davvero male.
Ah, e non pensiate che stia parlando per ipotesi. La mia amica Ornella aveva un biglietto proprio per lo spettacolo del 2 maggio. Ed era molto contanta perché mi ha detto: «Finalmente ho convinto i miei genitori a venire all'opera». Sempre il 2 maggio. E quei due spettatori, miei cari, li abbiamo persi per sempre.
Certo, capisco che la protesta doveva esserci e doveva essere pacifica, ma con un po' di più buona volontà si poteva trovare qualche soluzione alternativa, altrettanto efficace ma che non fosse così deleteria per il Teatro.
In questi giorni al Teatro Verdi di Trieste sta andando in scena Madama Butterfly, in un pregevole allestimento. Causa tale famigerato decreto la recita di domenica scorsa, 2 maggio, è saltata. Il primo maggio, infatti, il Teatro aveva fatto uscire il seguente comunicato stampa:
A seguito dello sciopero nazionale delle istituzioni lirico sinfoniche italiane, la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste informa che:
la recita di MADAMA BUTTERFLY in programma domenica 2 maggio è stata annullata.
Comunica altresì al pubblico che:
venerdì 7 maggio prossimo verrà effettuata una recita straordinaria dell’opera MADAMA BUTTERFLY per la quale valgono gli abbonamenti e i biglietti acquistati per il giorno 2 maggio.
Se non che il giorno 6 maggio lo stesso Teatro Verdi ha fatto uscire quest'altro comunicato:
A causa del protrarsi degli scioperi nazionali nei 14 teatri lirici italiani, anche le maestranze del Teatro “G. Verdi” di Trieste hanno proclamato un ulteriore sciopero in occasione dello spettacolo di venerdì 7 maggio.
Conseguentemente, la recita di Madama Butterfly prevista per la giornata stessa viene annullata.
La Direzione del Teatro Verdi comunica agli interessati che potranno presentarsi alla Biglietteria con il relativo biglietto per il rimborso.
Ora, io capisco la protesta, e la approvo pure, dal momento che il decreto è davvero un abominio. Quello che non riesco a capire è il poco rispetto del pubblico.
Cercate di mettervi nei panni di un abbonato, o di un semplice spettatore, che compra - due mesi fa - un biglietto per il 2 maggio. Si prepara e si organizza gli impegni per essere libero quella sera. Il giorno prima dello spettacolo gli viene detto che l'indomani può restare a casa ma che - se vuole - può andare a teatro il venerdì seguente. Allora questo spettatore si organizza nuovamente, briga di nuovo per spostare i suoi impegni e per riuscire ad incastrare tutte le cose che deve fare, per essere libero il venerdì... e di nuovo il giorno prima gli viene detto che lo spettacolo è annullato. Del tutto questa volta.
Badate bene: non è stato annullato lo spettacolo di giovedì, né quello di sabato e neanche quello di domenica. Quello di venerdì, già rinviato, per poter assistere al quale 1.300 persone hanno dovuto cercare di liberarsi e spostare gli impegni.
Certo, i biglietti verranno rimborsati, il teatro lo ha assicurato, ma direi che in questo momento non si è reso un gran servizio al Teatro (né al teatro - la differenza maiuscola/minuscola è importante). Non tanto per gli abbonati, che ormai hanno il pelo sullo stomaco e sopportano tutto, ma per il semplice appassionato che ha deciso, per una volta, di andare anche lui all'opera. Per vedere se lo appassiona. Per cercare qualche emozione. E, perché no, per tornarci in seguito.
«Andremo avanti - dice Domenico Lazzaroni della Uil -, sperando che il pubblico ci conforti e non si arrabbi». Mi sembra un po' tardi per dire "speriamo non si arrabbi". Quelle 1.300 persone, tolti gli abbonati, sono difficilmente recuperabili. A volte addirittura non si recuperano più. Tanto più che lo spettacolo è esaurito da un mese, quindi trovare oggi (ma anche il 6 maggio, appena avuta la notizia) un biglietto per una delle tre date rimanenti, era un'impresa quasi impossibile. Spiace dirlo, ma la cosa è stata gestita davvero male.
Ah, e non pensiate che stia parlando per ipotesi. La mia amica Ornella aveva un biglietto proprio per lo spettacolo del 2 maggio. Ed era molto contanta perché mi ha detto: «Finalmente ho convinto i miei genitori a venire all'opera». Sempre il 2 maggio. E quei due spettatori, miei cari, li abbiamo persi per sempre.
Certo, capisco che la protesta doveva esserci e doveva essere pacifica, ma con un po' di più buona volontà si poteva trovare qualche soluzione alternativa, altrettanto efficace ma che non fosse così deleteria per il Teatro.
Parole chiave:
polemiche,
politicando,
qui qualcosa non funziona...
martedì 4 maggio 2010
Conosco i miei polli?
Questa la mail inviata a tutti gli studenti di matematica da uno dei "capi" del DMI:
La segnalazione riguarda «due posizioni per uno stage di formazione» riguardo «un progetto internazionale per lo sviluppo di software per la simulazione numerica della materia». Un progetto molto affascinante, realizzato da un Ente Scientifico serio e di livello nonché discretamente retribuito.
Peccato che per uno dei due posti richiedano:
Sarà anche interessante, ma non riesco davvero a capire con che coraggio si possa fare seriamente a degli studenti del tutto sprovvisti dei requisiti minimi (fatto salvo che abbiano studiato per conto loro, ma è un altro discorso) una proposta del genere.
Vi giro questa segnalazione: mi sembra davvero molto interessante, fate circolare l'informazione
La segnalazione riguarda «due posizioni per uno stage di formazione» riguardo «un progetto internazionale per lo sviluppo di software per la simulazione numerica della materia». Un progetto molto affascinante, realizzato da un Ente Scientifico serio e di livello nonché discretamente retribuito.
Peccato che per uno dei due posti richiedano:
• buona conoscenza JAVAe per l'altro:
• conoscenza di base di networking
• conoscenza di base XML
• buona conoscenza FORTANcioè cose che il Corso di Laurea in matematica non offre.
• conoscenza di base gestione IO
• conoscenza di base XML
Sarà anche interessante, ma non riesco davvero a capire con che coraggio si possa fare seriamente a degli studenti del tutto sprovvisti dei requisiti minimi (fatto salvo che abbiano studiato per conto loro, ma è un altro discorso) una proposta del genere.
lunedì 3 maggio 2010
Rapina spettacolare
Se ingrandite l'immagine qui sopra, vedrete lo screenshot di Google News di questo pomeriggio. La cosa curiosa è che sotto la voce Spettacoli è finita la notizia «Rapina in casello autostrada a Bari».
Il comunicato dell'ANSA era questo:
(ANSA) - BARI, 3 MAG - Rapina al casello Bari Nord dell'A14: tre malviventi, con il volto coperto, si sono impossessati di circa 200 mila euro. Secondo una prima ricostruzione, i tre hanno aperto con la fiamma ossidrica tre casseforti e sono poi fuggiti su un mezzo della società Autostrade su cui hanno caricato una quarta cassaforte. Sull'episodio indaga la polizia.
Mi chiedo quale parola abbia causato il corto circuito contribuendo così all'attribuzione errata.
Aggiornamento del 5 maggio
Anche oggi un refuso analogo: «Inchiesta G8: il 15 giugno processo per scuola cc Firenze», sempre nella colonna Spettacoli. Ho idea che i casi del genere sono più frequenti di quanto avessi pensato all'inizio...giovedì 15 aprile 2010
Ciao Raimondo
Raimondo Vianello è morto - intorno alle 7 - all'ospedale San Raffaele di Milano, dove era stato ricoverato qualche giorno fa. L'attore, tra i padri fondatori del varietà formato tv, avrebbe compiuto 88 anni a maggio.
Mi spiace che questo blog si stia trasformando in una sequenza di necrologi, ma quando ho deciso di aprire il blog mi sono ripromesso di ricordare le persone celebri che per me, per un motivo o l'altro, sono state importanti o con cui sono cresciuto. Purtroppo in questi primi mesi sono stati più i lutti che le mie occasioni di scrivere un post; spero possano passare molti mesi prima che io sia costretto a scrivere un altro in memoria.
martedì 13 aprile 2010
Non aprite quella mail...
Tornato a casa controllo la mail e trovo un messaggio proveniente dalla mailing list di una libreria di fiducia. La mail ha come oggetto:
Cosa?!? Pupo si è messo a scivere libri su Trieste nei 45 giri? Non so se svenire, se sfasciare il computer o se far partire qualche azione legale nei confronti del cantante.
Poi apro la mail e leggo. E scopro la verità: Raoul Pupo ha scitto un libro su Trieste nel 1945.
Dimmi tu se devono far spaventare così la gente...
GIA' DISPONIBILE "TRIESTE '45" di PUPO
Cosa?!? Pupo si è messo a scivere libri su Trieste nei 45 giri? Non so se svenire, se sfasciare il computer o se far partire qualche azione legale nei confronti del cantante.
Poi apro la mail e leggo. E scopro la verità: Raoul Pupo ha scitto un libro su Trieste nel 1945.
Dimmi tu se devono far spaventare così la gente...
Non ci provare!
Mi sono accorto solo oggi di un messaggio del 24 marzo, finito nella mia casella di spam, il cui oggetto è:
Giorgia Surina ti invita su nonTelevendo
Credo sia il mio primo due di picche ad una avance che non ho mai fatto...
mercoledì 31 marzo 2010
Ciao Nicola
Nella notte tra martedì 30 e mercoledì 31 marzo è morto per un infarto Nicola Arigliano. Il cantante, 87 anni, abitava da quattro anni a Calimera, in provincia di Lecce, nell’istituto Gino Cucurachi, un centro per anziani. Era originario di Squinzano, sempre in provincia di Lecce, dove era nato il 6 dicembre 1923.
Non l'ho mai conosciuto ma ricordo le sue canzoni e la sua comparsata ne I tre moschettieri di Biblioteca di Studio Uno dove faceva Rochefort. Il buon .mau. in un post sul suo blog di oggi dice di ricordarlo per una pubblicità. Onestamente quella pubblicità non la ricordo, ma ricordo quelle che hanno segnato la vita di Franco Cerri, di Paolo Ferrari e del compianto Tino Scotti. È abbastanza triste che un grande artista venga ricordato solo per aver detto: «Sì, anch'io soffro di disturbi intestinali, ma con Panciaben ho risolto tutti i miei problemi!». Ed è ancora più triste quando per la strada la gente lo ferma dicendogli: «Ma lei è quello della pubblicità».
martedì 30 marzo 2010
La finestra
Questa storia è di qualche tempo fa, ma mi fa piacere raccontarla.
Nel DMI il secondo e il terzo piano, a parte un paio di aule, sono interamente dedicati agli uffici dei profesori. Per (balzane) questioni di sicurezza, davanti alla finestra di ogni ufficio c'è una specie di ringhiera che previene aspiranti suicidi dal compiere l'insano gesto. A causa di questa ringhiera, però, è impossibile aprire completamente la finestra. Potrete dunque capire come possa risultare estremamente difficoltoso arieggiare la stanza.
Un professore, chiamiamolo Turing per comodità, ha l'ufficio al terzo piano e un giorno si è stufato di non poter aprire completamente la finestra. «Fa caldo, ho bisogno di aria e se qua c'è una finestra, io devo poterla aprire», si è detto. «E poi in tanti anni di insegnamento nessuno ha mai scelto la finestra del mio ufficio per suicidarsi». Così si è munito di cacciavite e ha tolto la ringhiera dal muro, ottenendo così la libertà di cambiare aria all'ufficio in ogni momento. Fatto questo lavoro, però, ha avuto un rimorso di coscienza: «E se poi qualcuno decide davvero di suicidarsi usando il mio ufficio per gettarsi nel vuoto?». Così il nostro Turing ha pensato di attaccare alla finestra un cartello con su scritto "Pericolo di morte". «Così però rischio di spaventare le persone che entrano nel mio ufficio», si disse. E quindi ha deciso di attaccare ugualmente il cartello ma con la scritta non in italiano ma in turco!
Di fronte al DMI, a poco meno di 10 metri, c'è un altro edificio il quale fa da barrierra artificiale al sole così che quasi nessuno degli uffici del secondo e terzo piano siano colpiti dal sole, in nessuna stagione dell'anno. Quando il Direttore di Dipartimento acquistò e fece installare delle tendine per ogni ufficio, i tecnici si presentarono anche dal nostro Turing. «Io non ho bisogno di una tenda», disse questi. «Non ho mai sole nel mio ufficio, e il palazzo di fronte non ha finestre che diano direttamente sul mio ufficio, quindi nessuno può spiarmi. Inoltre la tenda mi impedisce di aprire completamente la finestra». Vista la perplessità nel viso degli operai, Turing chiese: «Potete non montare la tenda nel mio ufficio?». «No», fu la risposta. «Noi siamo stati chiamati per montare 50 tende e a fine giornata dobbiamo aver montato 50 tende». Turing ci pensò un attimo e poi chiese: «Potete montare la tenda in modo che, una volta chiusa, copra il muro e non la finestra?». «Certo», risposero gli operai, «l'importante per noi è averla montata».
Così ancora oggi al terzo piano del DMI si trova un ufficio in cui la tenda scopre un pezzo di muro e la finestra è priva di ringhiera ma ha un cartello con scritto, in turco, "Pericolo di morte".
Nel DMI il secondo e il terzo piano, a parte un paio di aule, sono interamente dedicati agli uffici dei profesori. Per (balzane) questioni di sicurezza, davanti alla finestra di ogni ufficio c'è una specie di ringhiera che previene aspiranti suicidi dal compiere l'insano gesto. A causa di questa ringhiera, però, è impossibile aprire completamente la finestra. Potrete dunque capire come possa risultare estremamente difficoltoso arieggiare la stanza.
Un professore, chiamiamolo Turing per comodità, ha l'ufficio al terzo piano e un giorno si è stufato di non poter aprire completamente la finestra. «Fa caldo, ho bisogno di aria e se qua c'è una finestra, io devo poterla aprire», si è detto. «E poi in tanti anni di insegnamento nessuno ha mai scelto la finestra del mio ufficio per suicidarsi». Così si è munito di cacciavite e ha tolto la ringhiera dal muro, ottenendo così la libertà di cambiare aria all'ufficio in ogni momento. Fatto questo lavoro, però, ha avuto un rimorso di coscienza: «E se poi qualcuno decide davvero di suicidarsi usando il mio ufficio per gettarsi nel vuoto?». Così il nostro Turing ha pensato di attaccare alla finestra un cartello con su scritto "Pericolo di morte". «Così però rischio di spaventare le persone che entrano nel mio ufficio», si disse. E quindi ha deciso di attaccare ugualmente il cartello ma con la scritta non in italiano ma in turco!
Di fronte al DMI, a poco meno di 10 metri, c'è un altro edificio il quale fa da barrierra artificiale al sole così che quasi nessuno degli uffici del secondo e terzo piano siano colpiti dal sole, in nessuna stagione dell'anno. Quando il Direttore di Dipartimento acquistò e fece installare delle tendine per ogni ufficio, i tecnici si presentarono anche dal nostro Turing. «Io non ho bisogno di una tenda», disse questi. «Non ho mai sole nel mio ufficio, e il palazzo di fronte non ha finestre che diano direttamente sul mio ufficio, quindi nessuno può spiarmi. Inoltre la tenda mi impedisce di aprire completamente la finestra». Vista la perplessità nel viso degli operai, Turing chiese: «Potete non montare la tenda nel mio ufficio?». «No», fu la risposta. «Noi siamo stati chiamati per montare 50 tende e a fine giornata dobbiamo aver montato 50 tende». Turing ci pensò un attimo e poi chiese: «Potete montare la tenda in modo che, una volta chiusa, copra il muro e non la finestra?». «Certo», risposero gli operai, «l'importante per noi è averla montata».
Così ancora oggi al terzo piano del DMI si trova un ufficio in cui la tenda scopre un pezzo di muro e la finestra è priva di ringhiera ma ha un cartello con scritto, in turco, "Pericolo di morte".
lunedì 29 marzo 2010
Il giovedì nero delle biblioteche
Ripesco oggi una notizia che ho appreso grazie ad Ipazia per parlare di biblioteche universitarie.
Qui da noi, per ora, non ci sono stati sgomberi di libri - di computer sì, ma è un'altra storia che forse vi racconterò quando sarà finita - ma oggi ho scoperto una cosa.
Giovedì scorso (evidentemente era la giornata giusta per le cattiverie verso i libri) in biblioteca di medicina si inzia a sentire un fastidioso odore. Un non eccessivamente rapido controllo da parte degli addetti e si scopre che un tubo è saltato e sta spandendo gas. Parte l'impianto antincendio che sparge schiuma biancastra un po' dappertutto. Vengono chiamati i pompieri ma - attenzione! - non viene evacuato l'edificio. Infatti i ragazzi in aula studio cominciano ad accusare un po' di mal di testa, senza però capire bene cosa stia succedendo.
Stamattina la biblioteca era ancora chiusa, transennata con del nastro bianco e rosso attaccato alla bell'e meglio, con uno striminzito cartello che non spiega niente. Nei corridoi l'odore di metano misto a vernice è ancora presente. Non si sa se il tubo sia stato chiuso o, almeno, se la fuoriuscita di gas sia stata fermata. A dire il vero, non si sa neanche che gas fosse. Non si sa in che condizioni sono i libri né quanto ci vorrà prima di poter riaprire la biblioteca.
Per carità, sono sicuro che ognuno stia facendo il suo dovere e lo stia facendo al meglio. Le due cose che davvero mi lasciano perplesso sono: 1. che non sia stato evacuato immediatamente l'edificio appena scoperta la fuga di gas e 2. che, se la puzza è ancora così forte, nessuno abbia pensato di avvertire di eventuali pericoli (non fumare, non respirare, arieggiare le stanze, fare attenzione...). A meno che non abbiano deciso di usare gli studenti come rilevatori: se ne trovano uno boccheggiante a terra significa che il guasto non è riparato.
Se non veniamo decimati, vi farò sapere come evolve la cosa nei prossimi giorni.
Qui da noi, per ora, non ci sono stati sgomberi di libri - di computer sì, ma è un'altra storia che forse vi racconterò quando sarà finita - ma oggi ho scoperto una cosa.
Giovedì scorso (evidentemente era la giornata giusta per le cattiverie verso i libri) in biblioteca di medicina si inzia a sentire un fastidioso odore. Un non eccessivamente rapido controllo da parte degli addetti e si scopre che un tubo è saltato e sta spandendo gas. Parte l'impianto antincendio che sparge schiuma biancastra un po' dappertutto. Vengono chiamati i pompieri ma - attenzione! - non viene evacuato l'edificio. Infatti i ragazzi in aula studio cominciano ad accusare un po' di mal di testa, senza però capire bene cosa stia succedendo.
Stamattina la biblioteca era ancora chiusa, transennata con del nastro bianco e rosso attaccato alla bell'e meglio, con uno striminzito cartello che non spiega niente. Nei corridoi l'odore di metano misto a vernice è ancora presente. Non si sa se il tubo sia stato chiuso o, almeno, se la fuoriuscita di gas sia stata fermata. A dire il vero, non si sa neanche che gas fosse. Non si sa in che condizioni sono i libri né quanto ci vorrà prima di poter riaprire la biblioteca.
Per carità, sono sicuro che ognuno stia facendo il suo dovere e lo stia facendo al meglio. Le due cose che davvero mi lasciano perplesso sono: 1. che non sia stato evacuato immediatamente l'edificio appena scoperta la fuga di gas e 2. che, se la puzza è ancora così forte, nessuno abbia pensato di avvertire di eventuali pericoli (non fumare, non respirare, arieggiare le stanze, fare attenzione...). A meno che non abbiano deciso di usare gli studenti come rilevatori: se ne trovano uno boccheggiante a terra significa che il guasto non è riparato.
Se non veniamo decimati, vi farò sapere come evolve la cosa nei prossimi giorni.
lunedì 22 marzo 2010
L'arte di dare le notizie
Questa è una notizia data stamattina dal TG4, riportata così com´è stata pronunciata:
Strano, vero? C´è qualcosa di familiare nei nomi, ma non è chiaro... In effetti la notizia vera era questa:
È morto in Baviera Wolfgang Wagner, nipote di Richard Wagner, da molti anni storico direttore del festival di Bayreuth.
Quando si dice la professionalità...
(Grazie ad Aureliano per la segnalazione)
È morto in Baviera Volfang Vacner, nipote di Riciard Vacner, da molti anni storico direttore del festival di Bairùt.
Strano, vero? C´è qualcosa di familiare nei nomi, ma non è chiaro... In effetti la notizia vera era questa:
È morto in Baviera Wolfgang Wagner, nipote di Richard Wagner, da molti anni storico direttore del festival di Bayreuth.
Quando si dice la professionalità...
(Grazie ad Aureliano per la segnalazione)
mercoledì 10 marzo 2010
Ciao Peter...
Peter Van Wood è morto stamattina al Policlinico Gemelli di Roma ad 83 anni, dopo una lunga malattia.
Non ho mai capito la deriva astrologica che ha preso, ma le sue canzoni restano nella storia della musica italiana. Nel video la sua interpretazione di Scapricciatello con il Van Wood Quartet.
venerdì 5 marzo 2010
Chi esser tu?
La simpatica ragazza nella foto si chiama Mia Wasikowska ed è la protagonista di Alice in Wonderland, il nuovo film di Tim Burton.
Se lo dico è perché il nome di questa ragazza non compare nei trailer (né in quelli lunghi, da cinema, né in quelli corti, da Tv) mentre sulle locandine è nominata solo in piccolo, in basso, tra i vari membri del cast. Eppure Mia Wasikowska nel film interpreta il personaggio che dà il titolo al film. Capite? È come fare una versione cinematografica di Aida e mettere in locandina solo il nome dell'attore che interpreta Amonasro.
Gli unici due nomi ad essere citati nei vari trailer sono quelli di Tim Burton - giusto, è il regista - e di Johnny Depp. Certo, mi rendo conto: Depp è strafamoso e Wasikowska è sconosciuta e difficile da pronunciare, ma almeno per il ruolo eponimo potevano sprecarsi...
martedì 2 marzo 2010
Sette volte sette
Non voglio parlare di politica, come già detto in passato, e non voglio fare facili battute, ma questa va condivisa.
Stamattina in Università dei volenterosi ragazzi hanno distribuito i volantini che vedete nell'immagine qui sopra, per un incontro che si terrà domani. Però domani è mercoledì, non martedì.
Se non sanno neanche leggere un calendario, mi sa che sono messi maluccio...
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